Infermiere eroe salva quattro persone

Un infermiere di Catanzaro, che ha espressamente chiesto di rimanere anonimo, ha salvato ieri mattina 4 persone rimaste intrappolate a bordo di una Fiat “Punto” sommersa dall’acqua. Un gesto spontaneo, vissuto come naturale e, per questo, ancor più degno di nota in un sabato difficile per il basso ionio soveratese alle prese con i danni causati dal maltempo. Una pioggia fitta dalle prime ore del mattino faceva presagire una giornata di lavoro per Vigili del fuoco e Protezione civile, chiamati ad intervenire su tutto il comprensorio. Il momento più critico subito dopo pranzo quando il terreno già inzuppato ha iniziato a non assorbire l’acqua che ha alzato il livello fino a creare situazioni di serio pericolo. Intorno alle 15 un improvviso fiume di fango è sceso veloce all’altezza del bivio di Petrizzi, al confine tra Montepaone e Soverato, trasformando in pochi minuti il sottopasso della statale 106 in un vero e proprio lago nel quale sono rimaste imprigionate 4 persone all’interno della loro utilitaria bianca. Auto rimasta completamente sommersa dal fango che rendeva impossibile la fuga agli occupanti. Oltre due metri d’a cqua in una scena che ha impressionato i passanti costretti a fermarsi per non mettere a repentaglio la propria incolumità. È in quel momento che sulla strada è in transito un infermiere in servizio a Catanzaro a bordo di una Renault “Clio” rossa. L’uomo, senza pensare alle conseguenze, non ha esitato ad avvicinarsi con la sua auto al sottopasso inoltrandosi nel pericoloso fosso nella quale erano rimaste bloccate le quattro persone. È l’infermiere catanzarese a forzare l’apertura delle portiere estraendo i passeggeri bloccati accompagnandoli sulla sponda opposta della strada. Testimoni dell’accaduto alcuni abitanti di Montepaone che hanno chiamato i soccorsi. Sono stati questi ultimi a portare i feriti nel vicino ospedale di Soverato. L’eroico infermiere è poi rimasto sul posto in attesa di spostare la propria auto rimasta praticamente inutilizzabile dopo che è stata sommersa a sua volta dal fango. Occhi blu e capelli neri per l’uomo che ha commentato con naturalezza l’accaduto chiedendo esplicitamente di rimanere nell’anonimato. «Non ho fatto nulla di particolare -ha dichiarato alla “Gazzetta del Sud”. Aiutare il prossimo fa parte del mio lavoro. Mi sono trovato davanti a questa scena, penso che chiunque avrebbe fatto lo stesso al mio posto». L’ennesimo gesto che contribuisce a fornire un valore aggiunto a quanto accaduto e alla storia il merito di essere raccontata.L’episodio è parte di una giornata in cui sono stati diversi i particolari fotografati in un paese che si riabilita alle cronache degli ultimi giorni con le immagini della laboriosità dei suoi abitanti che, nel momento critico, sono scesi in strada a spalare il fango. Tra questi riconosciamo anche un consigliere comunale, Roberto Sestito, che, indossati gli stivali e presi in mano gli attrezzi necessari, è intervenuto assieme agli operai del Comune per agevolare il deflusso d’acqua, liberando i canali di scolo intasati dai detriti nei pressi di un altro sottopasso che porta al locale centro commerciale. Grossi disagi anche in località Bricà dove esonda il torrente “Grizzo” invadendo la strada di accesso della zona. Strada bloccata anche in viale delle Province dove la pioggia ricorda le necessarie opere di canalizzazione delle acque da realizzare. Fortunatamente in serata rientrano le situazioni più a rischio ma rimangono i danni per gli scantinati allagati e le abitazioni raggiunte dal fango, testimoni di lottizzazioni mal concepite, mentre si rievoca quel concetto di prevenzione che non sembra ancora essere preso troppo in considerazione con concessioni rilasciate in nome di una legge che si trova sempre il modo di aggirare, senza pensare alle conseguenze future. 

SabrinaAmoroso
dalla Gazzetta del SUd del 3 marzo 2013

 

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