Inchiesta. Le Mani sul Vento. In Calabria corsa all’eolico

Inchiesta. Le Mani sul Vento. In Calabria corsa all’eolico

Le Mani sul Vento Calabria, scandali e silenzi nella corsa all’eolico Inchiesta di Angelo Saso Montaggio di Alessandro Carboni I tecnici li chiamano “aerogeneratori”. Sono impianti che trasformano l’energia del vento in energia elettrica. Torri di 80, 100, anche 120 metri di altezza stanno spuntando con una rapidità impressionante in buona parte dell’Italia meridionale. Ma c’è una regione dove l’avanzata di questi giganti di cemento sembra più veloce del vento: la Calabria. Nel 2006 gli aerogeneratori in funzione in tutta la regione erano appena sette. Alla fine del 2009 le torri eoliche sono diventate 254, e ora sono probabilmente più di 300. La Calabria è al quinto posto in Italia per produzione di energia eolica ma nessun’altra regione cresce a questa velocità: nel solo 2009 la potenza installata è più che raddoppiata, attestandosi sui 400 Megawatt. Negli ultimi due anni la Regione ha ricevuto 220 nuove domande per un totale di oltre 7000 megawatt. “Per me è allucinante tutta questa richiesta”, dice Ilario De Marco, dirigente del Dipartimento attività produttive della Regione Calabria. “ Se tutte le domande di impianti eolici fossero accolte, vorrebbe dire avere 2000 nuovi aerogeneratori nella Provincia di Catanzaro e 2000 nella Provincia di Crotone” Tra energia prodotta e incentivi (“certificati verdi”) l’energia eolica garantisce un ritorno generoso e oltretutto sicuro. Ogni megawatt installato rende almeno 300mila euro l’anno per 30 o addirittura per 40 anni. Un grande parco eolico come quello di Isola Capo Rizzuto (KR), per esempio, frutta tra i 40 e i 60 milioni di euro ogni anno. Un affare troppo grande perché la criminalità organizzata ne restasse fuori. Angelo Saso ha raccolto documenti e testimonianze che raccontano chi sta mettendo “le mani sul vento”.

 Video andato in onda su Rainews Giovedì 7 ottobre alle ore 20.30 Digitale Terrestre, Canale 506 di Sky

Commenti (2)

sergio9 ottobre 2010 alle 01:02

Ma possibile che non si riesce a gestire legalmente qualcosa in calabria? sono veramente allibito poi si lamentano sempre mah!

Pippo11 ottobre 2010 alle 10:41

stanno distruggendo quel poco di territorio rimasto… Fermateli…

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