Imprenditore ucciso a fucilate nella sua cava

 

L'uomo e' stato ucciso ieri sera a Montauro, sulla costa ionica catanzarese. Era rimasto coinvolto nell'operazione "Show down", condotta nel 2011 dai carabinieri contro i presunti affiliati alla cosca della ndrangheta Sia-Procopio-Tripodi che opera nell'area del soveratese.

Un imprenditore, Francesco Chiodo, 44 anni, e' stato ucciso ieri sera a Montauro, sulla costa ionica catanzarese. L'uomo è stato ucciso a colpi di fucile mentre si trovava all'ingresso della sua cava. Chiodo era rimasto coinvolto nell'operazione "Show down", condotta nel 2011 dai carabinieri contro i presunti affiliati alla cosca della ndrangheta Sia-Procopio-Tripodi che opera nell'area del soveratese. Sul luogo dell'omicidio sono intervenuti i carabinieri.

Chiodo si era costituito ai carabinieri della Compagnia di Soverato il 16 dicembre del 2011, il giorno dopo l'emissione di un provvedimento di fermo nei suoi confronti. Successivamente era stato scarcerato ma nelle scorse settimane è stato rinviato a giudizio insieme ad un'altra trentina di persone. L'inizio del processo è stato fissato per il 13 marzo prossimo. Chiodo, secondo l'accusa, sarebbe stato in rapporti con la cosca Sia-Procopio-Tripodi, ed in particolare avrebbe avuto rapporti con i vertici della 'ndrina soprattutto per l'esecuzione di attività lavorative nell'ambito del movimento terra e dell'edilizia.

L'omicidio dell'imprenditore Francesco Chiodo segue di due giorni il duplice omicidio di Giuseppe Bruno, di 39 anni, e della moglie, Caterina Raimondi, di 29, assassinati all'esterno della loro abitazione a colpi di kalashnikov, a Vallefiorita, a solo una quindicina di chilometri da Montauro. Al momento, gli investigatori sembrano escludere un legame tra i due episodi, ma le indagini mirano comunque ad accertare se vi possa essere un collegamento. Gli investigatori, infatti, ritengono che l'omicidio di Bruno e della moglie sia riconducibile alla faida che da diverso tempo sta insanguinando la zona del soveratese, tant'é che l'inchiesta è subito passata alla Dda di Catanzaro. Ed anche la vittima di stasera era legata, secondo i magistrati antimafia di Catanzaro, ad ambienti criminali del soveratese.(ANSA)

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