il Solstizio d’Estate ….

Nel giorno del Solstizio d'Estate a migliaia si danno appuntamento presso il celebre sito neolitico di Stonehenge, in Gran Bretagna, per festeggiare il Sole. Ma la Stonehenge italiana è a Sud, in Calabria, precisamente a Nardodipace (VV)! 

 

LA STONEHENGE ITALIANA E' A SUD, in Calabria. Si chiama Nardodipace, è un paese delle Serre Vibonesi ben lontano dalle rotte turistiche, un angolo dove il tempo sembra essersi fermato. Un luogo di per sé straordinario, e dove la natura è davvero incontaminata. 
In realtà, gli studi intrapresi in località "Pietre Accastellate", sulla strada che dal vecchio abitato di Nardodipace conduce al nuovo, da studiosi provenienti da tutto il mondo, promettono di fare luce su popolazioni ancora misteriose che hanno vissuto in questi luoghi nell'ultima fase del Neolitico. Si tratta di "triliti" costituiti da blocchi di granito, che superano anche le 200 tonnellate, grandi mura il cui progetto deve avere impegnato notevoli forze umane. I blocchi sarebbero disposti secondo un preciso ordine ed avrebbero avuto, secondo l'interpretazione più realistica, una funzione di tipo sacrale o sepolcrale. Sono distribuiti su un territorio la cui estensione al momento è stimata nell'ordine di 60 km quadrati, enorme quindi. Si tratta di una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi anni, perché gli unici studi fatti risalgono solamente ai primi anni del 2000. I monoliti si trovano in un bosco di lecci che contribuiscono, con le loro forme sinuose, a rendere la località ancora più misteriosa.
Il ritrovamento di imponenti siti megalitici in Calabria getta una nuova luce sulla controversa esistenza del mitico popolo dei Pelasgi. Nel quadro storico dell’Europa preromana sta acquisendo un ruolo sempre più di rilievo il popolo dei Pelasgi, fino a pochi anni fa relegato al mito. Questo antichissimo popolo che alcuni studiosi collocano originariamente nell’Asia Minore e più precisamente nel bacino del Mar Nero, mente altri autorevoli ricercatori si spingono ad identificarne le radici nell’area atlantica, è spesso associato alla talassocrazia dei famosi Popoli del Mare tra i quali le gesta degli Shardana sono senz’altro le più note a noi abitanti dell’area mediterranea. I Pelasgi rivestono un ruolo storico molto controverso, dibattuto tra chi addirittura ne nega l’esistenza e chi, erroneamente, li assimila cronologicamente agli inizi del periodo romano. Eppure ci hanno lasciato alcune inconfutabili tracce della loro presenza sul territorio europeo, basti pensare alle numerosissime mura megalitiche e città ciclopiche che hanno disseminato nelle loro ripetute migrazioni lungo le direttrici che approdano sulle coste del Mediterraneo, l’Europa centrale e le strade dell’Oriente. La testimonianza più evidente del loro passaggio in un territorio è infatti l’edificazione delle città ciclopiche, così denominate per la loro cinta muraria realizzata con giganteschi blocchi di pietra poligonali assemblati senza malta. Questa loro specifica abilità costruttiva li mette in una precisa relazione storico-culturale con l’antichissima civiltà del Popolo dei Megaliti, gli edificatori di Stonehenge, di Malta e dei grandi insediamenti megalitici presenti in tutta Europa e nell’intero pianeta. 

Commento (1)

antonietta franco23 giugno 2013 alle 10:50

Finalmente speriamo che la nostra terra verrà valuta a livello mondiali non tutti sanno che la vera civiltà l’ abbiamo portato noi calabresi saluti.

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