Il Ponte sul Caccavari è completamente da rifare

MONTEPAONE
La struttura è compromessa ma, a parere dei geologi, non tanto per le forti piogge cadute ma per una concatenazione di cause che vanno dalla mancata pulizia del tratto collinare del corso d’acqua alla creazione di un muro per contenere gli argini realizzato negli anni scorsi che ha deviato pericolosamente il percorso delle acque causando i danni al ponte sovrastante.
Da un primo sguardo ad occhio nudo dalla riva del torrente la struttura è infatti parsa ai geologi sbilanciata rispetto all’assetto originario e il muro che si è danneggiato proprio nella notte dell’alluvione è il primo indiziato tra gli elementi che hanno causato i disagi.
Soldi spesi dagli enti pubblici per opere che oggi richiedono nuovi interventi, aprendo una riflessione profonda a Montepaone che, forse, aspetterà molto più tempo di quanto si poteva immaginare per la riapertura di un’arteria importante che collega le varie frazioni del paese.
La situazione di pericolosità era già nota alla Provincia che, come conferma il presidente Wanda Ferro, dal 2009 attende i fondi per la pulizia e per le opere necessarie di "briglie e contro briglie" concepite all’interno del piano Comip ("Comitato di indirizzo provinciale") in un progetto allargato per un valore complessivo di 1 milione di euro. Capitali mai arrivati, mentre nella zona è continuata l’espansione edilizia forse a dispetto delle distanze minime che il presidente del consiglio ed ex sindaco, Massimo Rattà, assicura essere state rispettate, seguendo la normativa vigente che lui stesso mette in discussione considerandola limitata e auspicando una revisione delle leggi attuali per bloccare la cementificazione delle aree a rischio. Il risultato si è tradotto negli ultimi tempi con gli allagamenti delle case degli abitanti della zona, l’isolamento di alcune attività imprenditoriali sorte da pochi anni e l’erosione delle fondamenta di un ponte ora da rifare. Si attendono le prove di carico che saranno effettuate nella prossima settimana dagli ingegneri provinciali per valutare la possibilità di aprire parzialmente ad una corsia la struttura, ma sono poche le illusioni da creare: dai primi rilevamenti il ponte è risultato compromesso e non si potrà intervenire per ristrutturarlo. Bisognerà rifarlo da cima a fondo secondo quanto imposto dalle nuove leggi.(s.a.)
dalla Gazzetta del Sud del 27/11/2011

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