I Parchi eolici sono un’opportunità unica

Delegittimati solo da chi ha interesse a non far crescere la Calabria

Francesco Ranieri

Sant’Andrea Jonio
Produttività economica e rispetto per l’ambiente. Potrebbero essere queste le "chiavi" di sviluppo per una regione in difficoltà che, secondo il ragionamento del sindaco di San Sostene, Luigi Aloisio, può trarre benefici producendo energie rinnovabili.
Alosio, da poco traghettato nelle file dell’ "Unione democratica di centro", parte proprio dall’esempio fornito dal Comune che amministra, "pioniere" delle energie rinnovabili in Calabria.
«Si possono creare risorse economiche sfruttando saggiamente il territorio pubblico e privato, contemperando – afferma – produttività, occupazione e ambiente». Questa è, a suo avviso, la strada maestra per gli enti pubblici e lo sostiene esponendo proprio il modello "San Sostene": «Un solo parco eolico, come quello del paese che rappresento, di circa 80 MW garantisce una produzione di energia elettrica di 180 GWh all’anno, che fa risparmiare 100.000 tonnellate annue di anidride carbonica e soddisfa il fabbisogno energetico di circa 70.000 famiglie. Parliamo di circa 200.000 persone, su circa 368.000 presenti in tutta la provincia. Con la realizzazione di impianti eolici – prosegue ancora Aloisio – con la diffusione del fotovoltaico su abitazioni ed edifici pubblici, con gli impianti a biomasse, si potrebbe drasticamente ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali e inquinanti».
Un modo, anche, per evitare problemi ambientali in stile "Golfo del Messico", con l’esplosione della piattaforma petrolifera che ha sconvolto l’ecosistema e l’economia di quell’area. Certo, anche l’impatto dell’eolico sul territorio non è sempre ben accolto, vista la sua "evidente" presenza e viste, ultimamente, le diverse inchieste giudiziarie che hanno toccato alcuni parchi eolici a livello regionale e nazionale.
In merito Aloisio sostiene che «si legge spesso di allarmanti inchieste e si osservano in televisione reportage di indagini su alcuni parchi eolici, ma non si focalizza il vero problema. È sufficiente, invece, chiedersi perché si stia inducendo la comunità a mettere sotto processo soprattutto l’eolico e non si punti, invece, il dito sulla cattiva gestione degli uffici pubblici, in tutti i settori, che è la prima fonte di corruzione. Bisognerebbe, dunque, lasciar operare i magistrati, rispettandone il lavoro e non pubblicando come certe delle situazioni in fase di accertamento. Ciò anche al fine di non affossare la Calabria, etichettandola con il segno dell’illegalità totale, che non appartiene alla nostra cultura».

In questa maniera «gli investitori scappano e la disoccupazione aumenta – aggiunge Aloisio – mentre la Regione non sembra ancora aver approvato le proprie linee guida in esecuzione di quelle nazionali pubblicate il 18 settembre 2010 (ci sono 90 giorni di tempo) che definiscono modalità e criteri unitari per uno sviluppo ordinato delle infrastrutture energetiche. Un blocco che, a cascata, ricade sul futuro economico, turistico e occupazionale. E’ come se si facesse di tutto, insomma – conclude il sindaco – per allontanare i grossi investimenti e per non creare industrie ambientali, che rispetterebbero il territorio grazie anche a una corretta progettualità, suffragata da uffici dotati delle giuste professionalità».

dalla Gazzetta del Sud del 9 dicembre 2010

Commenti (3)

anonimo9 dicembre 2010 alle 21:29

Parla bene Aloisio che in nome di una paventata energia rinnovabile ha distrutto ettari di faggete plurisecolari, senza parlare del paesaggio…

INDIGNATO10 dicembre 2010 alle 23:16

Io me lo sono chiesto ed ho una risposta, ma voi vi siete mai chiesti perche solo l’ avvocato Eolisio, può tranquillamente blaiterare sulle pagine dei quotidiani locali ( e perchè gli articoli sono quasi sempre firmati da Laganà) magnificando lo stupro eolico perpetrato ai danni dell’ intera collettività e senza alcun rispetto per le altrui intelligenze, oggi questo paladino pseudoambientalista,vuol far credere che le nefandezze compiute con l’ avvallo della sua consorteria massonica hanno evitare ulteriori danni da riversamenti in mare di petrolio, e ieri ci ha propinato che le profonde ferite inferte alla montagna in realtà sono solo utili linee spartifuoco: Vi siete chiesti perche minaccia velatamente e comunque pubblicamente tutti quanti pensino od osino contraddirlo o denunciarlo. Ma sopratutto mi chiedo se con tali atteggiamenti ( qualificateli pure voi, io già l’ ho fatto ) non abbia raggiunto il suo scopo e quello della lobby massoeolica che rappresenta e tale considerazione mi viene del tutto spontanea, perchè non ho mai letto sui quotidiani locali un ( dico uno, uno solo ) solo articolo di dissenzo….. e non perchè tutti siano favorevoli o giustifichino gli scempi perrpetrati…. non vado oltre. Usciamo allo scoperto, non possiamo continuare a subire subdole intimidazioni , loro ci condannano al silenzio e noi dobbiamo urlare la verità
iNDIGNATO

eolo11 gennaio 2011 alle 09:58

Occorre sfruttare ogni sistema di energia aletrnativa.
Io ritengo un errore gravissimo, una pecca imperdonabile, che la questione resti nelle mani dei sindaci e della Giunta Regionale, perché in questo modo qualsiasi tipo di pressione esterna e qualunque forma di corruzione sono possibili. Sono i partiti e le organizzazioni sindacali che devono prendere la questione in mano, portando tutto a conoscenza delle popolazioni e consentendo il dibattito el partecipazione più ampia, proprio al fine di assicurare sia la correttezza delle operazioni sia la più completa valutazione delle convenienze e delle opportunità.
Il fatto che gli impianti dovessero sorgere esclusivamente su terreni comunali la dice luna sulla volontà di tenere segrete le operazioni, che possono essere sottobanco.
Ritengo che sia contro ogni logica razionale non partire dalla esatta rilevazione dei siti utili sull’intero territorio, cosa che obbligatoriamente fa puzzare il naso.
Ritengo che coinvolgere i singoli sindaci, uno per uno, abbia la finalità di carpire la loro buona fede se non di corromperli quantomeno facendo intravedere soldi per il comune da spendere per la preparazione delle campagne elettorali.
Ritengo che l’utilizzazione anche di proprietà private, nelle zone utili per la presenza di vento, sia un volano per l’economia locale: meglio che i soldi vadano direttamente nelle tasche dei cittadini e non nelle casse comunali.
Se le finalità sono oneste, se non sono losche, non costa proprio nulla riunire tutti i sindaci di un determinato comprensorio unitamente con tutti i partiti e le organizzazioni sindacali per promuovere le dovute azioni.
In caso diverso, è inevitabile il malaffare.

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