I 150 anni dell’Unità celebrati con il canto dei bambini

 

 

 

Foto NEROFUMOSOVERATO Anche Davoli ha festeggiato il 150. dell’Unità d’Italia. Grazie all’iniziativa dell’ associazione culturale "Mediterraneo" sono state coinvolte tutte le associazioni, le scuole e i partiti politici nella realizzazione di un programma che ha visto la partecipazione unanime dei cittadini.
Alla celebrazione ufficiale, svoltasi nella sala consiliare del Comune, si sono affiancate una serie d’iniziative che hanno coinvolto tutta la popolazione.
Il corteo è partito dalle porte di Davoli Superiore, alla presenza delle autorità e con l’avvio dell’ Inno di Mameli da parte dei bambini dell’asilo e della scuola elementare guidate dalla diligente cura delle suore e delle maestre. Si è snodato per le vie del paese accompagnato dal suono trionfale della "banda di Davoli" e dal gruppo polifonico "Santa Barbara" che si sono intervallati in canti nazionali e patriottici fino alla chiesa matrice dove il parroco, don Pasquale Gentile, ha officiato una messa ai Martiri del Risorgimento. Il corteo ha poi ripreso il percorso fino al monumento ai Caduti, ed è stata deposta dal sindaco Antonio Corasaniti una corona di alloro.
Soddisfatto per l’andamento della giornata il presidente dell’associazione "Mediterraneo", Alfonso Molea.
«Abbiamo coinvolto tutti nella convinzione che questo avvenimento non dovesse esaurirsi in una semplice cerimonia di rito consiliare senza il coinvolgimento della popolazione».(c.b.)

Commenti (4)

leila19 marzo 2011 alle 09:57

questa è stata una vera celebrazione, non come quella organizzata dalla pro loco a Davoli Marina, che per ogni ricorrenza approfitta ad arrostire salsicce.

Nico19 marzo 2011 alle 13:23

Comunque sia Leila, senza entrare nel merito, la tua osservazione credo non segua lo spirito unitario che ci dovrebbe unire tutti anzi, è l’esatto contrario. Alla celebrazione dei 150 anni dell’unità di’Italia non si risponde pateticamente con un atto di presa di distanze e con dei distinguo.Davoli marina e davoli superiore sono e devono continuare ad essere negli anni a venire una cosa sola, i cittadini DEVONO sapere che la sopravvivenza di tutti dipenderà dalla coesione tra di essi, è questa la vera grande scommessa del futuro e non ci sarà spazio per individualismi altrimenti seguiremo il triste esempio della Lega che dopo il federalismo prima e la secessione dopo, si troverà a fare uno stato per ogni singolo condominio.
Fratelli d’Italia vuol dire pure Fratelli calabresi e in questo caso….Fratelli e Sorelle di Davoli.

leila21 marzo 2011 alle 10:48

caro Nico, dal momento che parli di unità del paese, io personalmente non ho niente in contrario con quello che dici, ma se davvero il paese deve essere unico e unito, penso che ci doveva essere un’unica celebrazione come quella che è stata fatta nel centro storico, ma non perchè parlo di centro storico o marina (forse tu hai interpretato male il mio dire), e pertanto voglio ribadire che la vera celebrazione è stata quella presieduta dal Sindaco, con una Santa Messa e la Corona posta al monumento per ricordare i caduti del Risorgimento, cosa che non aveva a che vedere la musuca folk e l’arrostita di salsicce, a me è parsa più una festa di piazza che una ricorrenza.

Nico22 marzo 2011 alle 11:38

Quello che dici in questo tuo secondo intervento mi sembra invece più equilibrato. Nel primo infatti individuavi un responsabile, la pro loco, e non analizzavi delle cause ben più radicate e profonde come hai fatto adesso.
Una verità assoluta è quella che eventi di così ampia portata dovrebbero di certo essere vissuti dalla popolazione intera del paese ma è altrettanto vero che lo sviluppo dello stesso è avvenuto negli anni in modo disarmonico dal punto di vista urbanistico, al punto da far sembrare Davoli superiore e Davoli marina due centri separati. Nove km di distanza infatti sono troppi, la stessa Catanzaro dista 12 km dal quartiere lido ma si tratta di una città di 100.000 anime e non di un paesello di provincia.
Dal momento che si è deciso di festeggiare comunque in entrambe le frazioni, la questione delle salsicce e del gruppo folk la considererei un prosieguo della festa iniziata al mattino a Davoli superiore ma comprendo le perplessità di chi avrebbe voluto pari dignità nei festeggiamenti, come dire sfilata e salsicce in entrambe le frazioni.

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