Hanno trovato casa nel centro storico i 18 minori afghani

 

Hanno trovato casa nel centro storico i 18 minori afghani

Francesco Ranieri

Sant’Andrea Jonio
Sono stati affidati al Comune e abiteranno in alcune case del borgo antico di Badolato in 18 minorenni afghani sbarcati domenica sera sulla costa jonica, assieme ad atri 23 profughi provenienti dall’Afghanistan e dalla Turchia.
La mobilitazione di forze che è seguita allo sbarco ha portato alla separazione dei gruppi: i 23 sono stati portati al Cara (centro di accoglienza e richiedenti asilo) di Crotone i minori, che non erano accompagnati, sono invece stati affidati al Comune di Badolato.
Nel corso degli ultimi due giorni, Comune (con i funzionari Cosimo Ermocida e Antonio Naimo), Cir Calabria (consiglio italiano per i rifugiati con la responsabile Daniela Trapasso), carabinieri (con il maresciallo pietro Antonio Quaresima), prefettura (con la dirigente del settore immigrazione e diritto d’asilo Nerina Renda), funzionari dell’ufficio stranieri della questura e gli uomini della croce rossa italiana hanno studiato tutte le possibilità. Da Roma, il sindaco Nicola Parretta ha seguito passo dopo passo la situazione, che ieri ha trovato una conclusione definitiva: le case che accoglieranno i ragazzi afghani (di età compresa tra i 13 e i 17 anni) sono state messe a disposizione dalla società "Costa degli angeli" di Domenico Leuzzi, mentre dei vari bisogni (vitto e altri servizi) si occuperà la cooperativa "Borgo antico".

Badolato, dunque, spalanca ancora una volta le sue porte agli immigrati. D’altra parte, proprio nel borgo antico si trova la sede regionale del Cir, che attualmente sta gestendo lo Sprar (sistema di protezione per i rifugiati e richiedenti asilo), con progetti di inserimento lavorativo e sociale dedicati proprio agli immigrati. I 18 ragazzi potrebbero, dunque, già avere qualche vantaggio da tale situazione, magari approfondendo lo studio della lingua italiana e trovando qualche strumento utile per intraprendere un nuovo percorso di vita, dopo essersi lasciata alle spalle un’esperienza evidentemente dura e piena di disagi fisici e sociali.

dalla Gazzetta del Sud del 16 dicembre 2009

Commento (1)

Gregorio17 dicembre 2009 alle 20:56

Bravi i diversi comuni, regioni e governo Italiano, accoglieteli pure. Date loro tutto quello che non avete dato a quelli che hanno dovuto lasciare L’Italia. Loro sono piu’ meritevoli di quelli che sono nati in Italia o magari di coloro che hanno radici Italiane. Piu’ in la, con un po’ di fortuna vi ripagheranno con una bella “JIHAD.

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