Guasto in una cabina elettrica Fiamme e fumo tra le abitazioni

A scatenare il tutto un violento temporale che ha colpito il manufatto

Una notte da tregenda quella trascorsa dai residenti di via Trento, nel centro storico di Sant’Andrea Jonio. Il violento temporale che ha colpito il territorio provinciale ha infatti causato un serio guasto a una cabina elettrica di trasformazione dell’Enel, situata proprio in mezzo alle case nonostante gli appelli della popolazione a spostarla in una zona più isolata: intorno alle 3 di notte un fulmine ne ha distrutto le apparecchiature e il sonno dei numerosi cittadini è stato bruscamente interrotto da una serie di forti scoppi, scintille e fiamme che uscivano dalle feritoie della cabina. Per non parlare del fumo acre che ha invaso le abitazioni, causando anche qualche problema respiratorio, e il conseguente black-out su gran parte del borgo. I cittadini hanno chiamato i vigili del fuoco, il pronto intervento dell’Enel e i carabinieri. Tra i residenti anche il sindaco Gerardo Frustaci, che ha sollecitato la società elettrica, poi giunta sul posto con una squadra di pronto intervento che ha avviato le procedure di messa in sicurezza dell’impianto. E altre squadre erano intanto impegnate in altri siti della provincia, a causa di numerosi disservizi elettrici legati proprio al maltempo. Nel corso della giornata i tecnici dell’Enel e dell’impresa appaltatrice hanno rimosso le componenti bruciate e ripristinato la piena funzionalità della cabina di via Trento, sostituendo le apparecchiature danneggiate e ripristinando il servizio alle 16.40. Un lavoro non semplice, visto che le strette stradine d’accesso hanno impedito agli automezzi di trasportare facilmente il materiale necessario e, in particolare, non hanno reso possibile l’installazione di un gruppo elettrogeno che avrebbe attenuato i disagi. «Il problema è molto serio – spiega Frustaci – perché non è la prima volta che questo tipo di guasto si verifica in occasione di eventi temporaleschi e dimostra, con tutta la sua gravità, che questa cabina deve essere spostata da qui al più presto». Il ricordo degli scoppi ancora rimbomba nelle menti dei cittadini, che hanno constatato la violenza dell’accaduto: a ogni esplosione – «e ce ne sono state una cinquantina» evidenzia il primo cittadino – la porta della cabina veniva squassata e restava chiusa solo per la presenza di un robusto lucchetto. Solo dopo circa un’ora passata tra fiamme e fumo, l’intensità dell’incendio è scemata. «Ora – ha evidenziato Frustaci – è tempo di guardare avanti e di eliminare una volta per tutte una fonte di grave pericolo per quanti vivono in questa zona del centro storico, dove risiedono anche tanti anziani che hanno vissuto attimi di terrore». Anche la “Gazzetta del Sud”, negli anni scorsi, ha segnalato il problema di questa cabina elettrica che, circondata da case, rappresenta un pericolo concreto durante ogni temporale. «Il Comune è disponibile a sedersi attorno a un tavolo con l’Enel – ha affermato il sindaco, che nei prossimi giorni scriverà alla società chiedendo un sopralluogo – per giungere a una soluzione: l’area sulla quale trasferire la cabina l’abbiamo già trovata, è funzionale e senz’altro più comoda da raggiungere dai mezzi da lavoro perché è sul piano strada, a un centinaio di metri dalla attuale». Una soluzione che i residenti, intanto, hanno chiesto a gran voce, in modo da non dover più convivere con quella che sembra ormai essere una bomba a orologeria.
Francesco Ranieri
dalla Gazzetta del SUd del 17 ottobre 2013

 

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