Freddati davanti alla scuola materna

Chiaravalle Centrale Giulio Cortese e la convivente Inna Abromovia sono stati uccisi nella loro auto dopo aver portato i due figli all’asilo

Freddati davanti alla scuola materna
L’uomo moribondo ha guidato per qualche chilometro e ha chiesto aiuto in una farmacia

 

Vincenzo Iozzo
CHIARAVALLE CENTRALE
Hanno sparato decisi ad ammazzare. Pochi colpi di pistola, in tutto una mezza dozzina, per uccidere Giulio Cortese, 48 anni di Chiaravalle Centrale, già sorvegliato speciale e coinvolto in inchieste per estorsione, spaccio e detenzione di armi. Era lui il bersaglio, ma i colpi sono stati fatali anche alla convivente, Inna Abromovia, 35 anni, ucraina.
L’esecuzione – perché di questo si tratta – è avvenuta ieri mattina, intorno alle 8,15, in strada, davanti all’edificio comunale che ospita la scuola materna e l’asilo nido di contrada Foresta dove la coppia aveva appena lasciato i due figli. Il killer – secondo una prima ricostruzione dell’accaduto – si sarebbe appostato dietro una siepe, nei pressi del luogo in cui Cortese era solito lasciare in sosta l’auto. Ha atteso che l’uomo e la sua compagna ucraina ritornassero all’auto, una Fiat "Brava", da soli e senza testimoni. Senza i bambini che erano appena stati affidati alle maestre e che pertanto sono rimasti estranei all’accaduto. Appena le due vittime designate sono entrate in auto, il killer (uno o più?) è entrato in azione. I proiettili hanno mandato in frantumi i vetri dell’auto. Per prima è stata colpita la donna, in pieno torace. Il proiettile mortale, esploso da distanza ravvicinata, l’ha trapassata da parte a parte; non ha avuto scampo, è morta sul colpo. Riversa sul sedile, sotto gli occhi del convivente che a sua volta è stato raggiunto da due proiettili, forse il primo alla gamba sinistra, l’altro al torace, perforandogli un polmone. Giulio Cortese ha avuto la forza di ingranare la marcia per sfuggire alla pioggia di piombo. Appena qualche chilometro, poi si è fermato nella centralissima piazza Marconi, davanti alla farmacia. È sceso per chiedere aiuto ai medici della farmacia e alcuni passanti hanno avvertito poi i medici della postazione del "118" di Foresta e – notando il sangue – i carabinieri. In pochi, sulle prime, si sono accorti che in macchina c’era una donna morta.
Cortese è stato trasportato in ospedale, dove è spirato qualche ora più tardi sotto gli occhi dei medici del pronto soccorso dell’ospedale "San Biagio". Accanto a lui il padre e uno dei fratelli, immediatamente accorsi
Giulio Cortese e Inna Abromovia vivevano con tre figli, la più grande di 11 anni avuta dalla donna dal primo matrimonio, e gli altri due (di 5 e 4 anni) avuti da Giulio Cortese. La residenza dei due si trova in una zona piuttosto isolata a qualche centinaia di metri dalla provinciale che collega il paese a San Vito sullo Jonio. Una casa con telecamere piazzate ovunque, sia all’esterno del fabbricato che all’interno. Un segnale di come Giulio Cortese non si sentisse sicuro e volesse difendersi non si sa da chi, e avesse pensato così di affidare la propria incolumità all’occhio elettronico.
La dinamica dell’agguato è stata ricostruita dai carabinieri della Compagnia di Soverato, diretti dal capitano Emanuele Leuzzi. A Chiaravalle Centrale in mattinata è arrivato pure il comandante provinciale di Catanzaro colonnello Claudio D’Angelo. Gli esami autoptici verranno eseguiti invece a Catanzaro a cura del medico legale Giulio Di Mizio dell’università "Magna Græcia".
Gli inquirenti, con l’ausilio degli uomini delle stazioni di Cardinale, San Vito sullo Jonio, Petrizzi e Chiaravalle Centrale lavorano a tutto spiano, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Alessia Miele. Massimo riserbo per quanto riguarda il filone delle indagini e le piste imboccate per arrivare all’esecutore e quindi ai mandanti del duplice omicidio. Per tutta la giornata si sono susseguiti i controlli lungo le principali arterie delle Preserre e del Basso Jonio ed alcune perquisizioni domiciliari, hanno interessato diversi paesi del circondario. Lavoro finalizzato ad individuare gli esecutori e capire chi possa aver ordinato la strage e per quale motivo.
Un episodio di inaudita violenza, se si pensa che sotto choc si trova un intero asilo frequentata da bambini sotto la soglia dell’età scolare.

I figli della coppia sono stati affidati ai servizi sociali, accolti in una abitazione di contrada Mastora.

dalla gazzetta del sud del 28 Aprile 2009

Aggiungi un commento

Vostro Commento