Evangelizzare è una missione che Cristo affidò anche ai laici

Miguel Delgado Galindo ospite dell’eventoBertolone: la nostra pastorale sia di servizio

 

Giovanni Scarpino
Alla presenza di numerosi partecipanti, giunti da più parti dell’Italia e dall’estero, si è celebrato ieri sera a Catanzaro nel palasport di Giovino il sesto convegno nazionale del Movimento Apostolico sul tema "I fedeli laici e la nuova evangelizzazione".
La serata, moderata da Raffaele Gaetano, è stata introdotta da un documentario sulla nascita e la vita ecclesiale del Movimento Apostolico, dai saluti della presidente del sodalizio, Cettina Marraffa, e dall’assistente ecclesiastico centrale, mons. Costantino Di Bruno, che ha evidenziato come con la nascita del Movimento «il Signore ha benedetto questo lembo di terra, facendo nascere un piccolo seme che domani sarà un grande albero, un albero maestoso che darà tanti frutti di conversione e di santità».
Tra gli ospiti principali che sono intervenuti l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, e mons. Miguel Delgado Galindo, sottosegretario del Pontificio Consiglio per i Laici. Presenti alla serata anche gli arcivescovi emeriti mons. Antonio Cantisani e mons. Antonio Ciliberti, il prefetto Antonio Reppucci e numerose autorità militari, civili e religiose provinciali e regionali. Assente per motivi di salute l’ispiratrice e fondatrice del Movimento Apostolico, Maria Marino, che dal 3 novembre del 1979 ad oggi conferma con generosità la sua risposta d’amore a Cristo "ricordando la sua Parola al mondo che l’ha dimenticata" con l’invito alla conversione.
Mons. Miguel Delgado Galindo ha articolato il suo intervento argomentando sull’attualità e le sfide della nuova evangelizzazione, che invitano i fedeli laici a partecipare attivamente alla missione salvifica della Chiesa. «Mi è gradito rilevare – ha detto mons. Delgado Galindo – che il nome del vostro movimento è connotato proprio dall’aggettivo apostolico. Esso vuole indicare la partecipazione reale e concreta di ogni cristiano alla missione che Gesù affidò agli Apostoli, che è quella di condurre l’umanità intera a Dio. Tutti i battezzati, senza esclusione alcuna, possono e devono sentirsi corresponsabili della missione apostolica, assumendo il compito di evangelizzare le genti, cioè di incorporarle alla Chiesa e di unirle a Cristo, cooperando con l’azione dello Spirito Santo. L’apostolato dei fedeli laici – ha proseguito mons. Delgado – è del tutto imprescindibile nella Chiesa, perché contribuisce a far raggiungere il messaggio di Gesù Cristo a tutti gli ambienti professionali, sociali, culturali, politici, economici, etc… Il fedele laico ha il diritto di far presente Cristo lì dove si trova in ogni momento della sua vita, sia personalmente sia in forma associata. In questo senso, è da apprezzare la grande fioritura di realtà associative laicali, sorte durante il ventesimo secolo, che hanno come fine quello di contribuire a rendere i fedeli laici consapevoli della loro chiamata alla santità e all’apostolato». Il sottosegretario del Pontificio Consiglio per i Laici, analizzando il termine di "nuova evangelizzazione", alla luce del Magistero, ha ribadito che «quanto più si sviluppa l’apostolato dei fedeli laici, tanto più si percepisce l’urgenza di disporre di presbiteri che siano ben formati in tutti gli aspetti (dottrinale, spirituale, pastorale, etc…), che non si accontentino soltanto di una "pastorale di mantenimento", ma che aspirino a una pastorale di evangelizzazione».
Mons. Bertolone, nel ringraziare il direttivo del Movimento Apostolico, mons. Delgado Galindo e tutti i presenti, ha ribadito come «è urgente rifondare su base missionaria la nostra pastorale, mettendo Dio al centro della vita e della storia perché Dio non è negato o solo negato, è sconosciuto". Per Mons. Bertolone «si profila al nostro orizzonte un tempo dove la Chiesa o sarà la comunità dei molti carismi, servizi e missioni, o non esisterà semplicemente. In questo nuovo contesto pastorale il laico deve stare attento al pericolo della burocrazia ecclesiastica e, al contrario, deve promuovere la corrente viva della pastorale d’insieme, della lettura dei segni nuovi della vita della Chiesa, dell’animazione di progetti profetici, anche se parziali, della capacità di abitare i linguaggi della cultura, della socialità, della cittadinanza, soprattutto presso le nuove generazioni. Là dove c’è una persona – ha detto ancora il Presule – là c’è bisogno di Cristo, del suo amore, della sua presenza che anima di un senso sempre nuovo la continuità dei giorni umani».
Mons. Bertolone ha concluso il suo intervento rivolgendo un augurio missionario a tutti i presenti e al Movimento Apostolico: «Allora, carissimi fedeli laici l’invito di Cristo "Andate anche voi nella mia vigna" va inteso come un chiaro richiamo ad assumersi la propria parte di responsabilità nella vita e nella missione della Chiesa, vale a dire nella vita e nella missione di tutte le comunità cristiane: diocesi e parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali, "secondo la verità nella carità". Facendo eco alla voce del Signore, chiedo ai laici della nostra Chiesa, la quale ebbe la grazia di ricevere il Vangelo nella prima ora dell’era cristiana, al Movimento Apostolico di "operare nella vigna", come operosi, missionari, diventando protagonisti della nuova evangelizzazione, testimoniando Gesù risorto, speranza del mondo».
dalla Gazzetta del Sud del 29 febbraio 2012

Aggiungi un commento

Vostro Commento