Estorsioni, ridotte 4 condanne

FREE VILLAGE Sentenza d’appello a carico dei sette imputati giudicati dal gup con il rito abbreviato

Confermate le pene di Mario Mongiardo, Bruno Ranieri e Cosmina Samà

CATANZARO. Quattro condanne ridotte e tre confermate. Si è concluso con questa sentenza il giudizio d’appello per sette persone imputate a seguito dell’inchiesta denominata “Free village”, raggiunte da un provvedimento cautelare in due operazioni coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ed eseguite dalla Squadra mobile, con le accuse di estorsione aggravata dalle modalità mafiose. La Corte d’appello di Catanzaro (presidente Donatella Garcea, a latere Alessandro Bravin e Isabella Russi) ha ridotto la pena per Francesco Corapi a 6 anni 10 mesi di reclusione e 1.180 euro di multa (in primo grado aveva avuto 7 anni e 1.200 euro); per Rosa Criniti, Francesco Ranieri e Roberto Cosentino a 2 anni 5 mesi e 10 giorni e 300 euro di multa ciascuno (in primo grado avevano avuto 3 anni e 400 euro). Confermate invece le condanne di Mario Mongiardo, ritenuto dall’accusa un elemento di primo piano della cosca Gallace di Guardavalle (ma il gup in primo grado escluse l’associazione a delinquere di stampo mafioso), a 8 anni e mezzo di reclusione e 1.800 euro di multa; Bruno Ranieri a 2 anni e 2 mesi e 300 euro; Cosmina Samà a 3 anni e 400 euro. Il collegio giudicante ha anche condannato Cosmina Samà, Mario Mongiardo e Bruno Ranieri al pagamento, ciascuno per proprio conto, delle ulteriori spese processuali nonchè i soli Mario Mongiardo e Bruno Ranieri a rifondere in favore della costituita parte civile le spese del processo di secondo grado che liquida in complessivi 1.600 euro per compenso difensivo oltre accessori come per legge. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni, nel corso dei quali sono sospesi i termini di custodia cautelare nei confronti degli imputati detenuti. Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Salvatore Staiano, Sergio Callipari, Natale Ferraiolo, Francesco Catanzaro, Luana Lacava e Massimo Mosca. La sentenza di primo grado venne emessa il 29 marzo del 2012 dal giudice dell’udienza preliminare distrettuale di Catanzaro, Antonio Rizzuti, al termine dei giudizi abbreviati che valsero agli imputati (contestualmente assolti per alcuni capi d’accusa) lo sconto di pena di un terzo, quando il giudice dispose anche il risarcimento del danno di 3.000 euro in favore della parte civile. Quello stesso giorno furono rinviate a giudizio altre tre persone per le quali è in corso il processo di primo grado. L’operazione “Free village” fu portata a termine il 6 settembre del 2010 quando quattro persone, tutte del basso Ionio catanzarese, furono raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare, mentre un quinto uomo fu sottoposto a fermo con l’accusa di favoreggiamento personale. Secondo la tesi accusatoria, le indagini della squadra mobile di Catanzaro avrebbero fatto luce sull’attività di racket perpetrata da anni a danno di società del centro e nord Italia impegnate anche con grossi investimenti nel settore turistico alberghiero nel soveratese, zona che, peraltro, è interessata da una violenta faida per il controllo del territorio. In carcere finì Mario Mongiardo, di San Sostene, accusato di estorsione aggravata alla società IperClub, di Roma, e della Fram groop di Taranto, che dal 2003 è proprietaria di 120 appartamenti a Sant’Andrea dello Ionio. Con lui finirono in manette e poste ai domiciliari Cosmina Samà, e la figlia Marianna. In carcere finirono anche Corapi, nonché Sergio Mastroianni, una guardia giurata in servizio nel villaggio turistico al centro dell’indagine, sottoposto a fermo perché, secondo quanto reso noto dagli inquirenti, stava avvertendo Mongiardo e Corapi del possibile arresto.(g.m.) 

20 aprile 2013

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