Ennesimo sbarco sulla costa

Questa volta sono arrivati in 72 Tra loro solo una donna del Nepal. Provengono da India e Pakistan

Francesco Ranieri
Sant’Andrea Jonio
Quindici giorni di viaggio via terra attraverso l’insidioso Medio Oriente e un ultimo sforzo di 25 ore in mare, a bordo di un grosso peschereccio che, dalla Grecia, li ha portati in Calabria, territorio che, di fatto, è ormai diventato una delle possibili porte d’ingresso dell’Europa per i tanti migranti che, spesso su improbabili imbarcazioni, solcano il Mediterraneo.
A grandi linee è stato questo il viaggio dei 72 migranti sbarcati intorno alle 3.30 della scorsa notte sul litorale di S. Caterina dello Jonio, in località Miloti: un luogo isolato rispetto al centro urbano della piccola cittadina ionica, già teatro di altri sbarchi in passato.
India e Pakistan i Paesi di provenienza del gruppo, del quale ha fatto parte una sola donna, proveniente dal Nepal, rintracciata assieme ad altre sette persone nel corso della mattinata a Badolato.
La dinamica dello sbarco, così come tanti altri dettagli, possono essere inclusi in un cliché ormai ben rodato: una volta a terra i migranti si sono dati, o almeno ci hanno provato, alla macchia, seguendo la strada statale "106" e la linea ferrata, in cerca di possibili punti di partenza verso mète ben più lontane, in Europa, dove magari ad attenderli avrebbero trovato dei familiari. Ovviamente il loro cammino è stato subito interrotto dal coordinamento delle forze dell’ordine: carabinieri, polizia, Guardia di finanza e Capitaneria di porto (il peschereccio, peraltro in buone condizioni, è stato subito trasferito nel porto di Roccella Jonica).
Le operazioni di raccolta dei fuggitivi si sono protratte per l’intera mattinata, ma già intorno alle 9 un primo consistente gruppo (64 persone) era stato radunato e fatto salire a bordo di un autobus nella Marina di S. Caterina Jonio, dove il sindaco Domenico Criniti e l’amministrazione si stavano, nel frattempo, prodigando per predisporre la struttura della vecchia scuola elementare del centro storico e adeguarla all’accoglienza dei migranti. Un "ruolo", questo, che la vecchia scuola ha peraltro già svolto nei mesi scorsi, in occasione di un altro sbarco.
La macchina dei soccorsi ha fatto sì che tutto filasse liscio e già intorno alle 10 il gruppo, cresciuto nel frattempo fino a 72, era già stato sistemato all’interno della vecchio istituto.
Volontari della Croce rossa italiana, di "Save the Children" Calabria, del Consultorio "Asp" di Badolato, i componenti del gruppo comunale di "Protezione civile" della vicina S. Andrea Jonio hanno dato un contributo importante alle operazioni di accoglienza, mentre gli agenti inviati dalla Questura procedevano all’identificazione dei 72 migranti. Tutto avveniva, peraltro, in stretto contatto con la Prefettura. Le operazioni di controllo sui migranti sono anche state volte all’identificazione di eventuali scafisti nascosti in mezzo al gruppo. Non sarebbe la prima volta, infatti, che gli affiliati alle organizzazioni criminali tentano di camuffarsi da migranti per farla franca. E alla luce dei numerosi sbarchi concentrati in un tratto di costa tutto sommato ristretto – tra Guardavalle e S. Andrea – appare ipotizzabile la potenziale presenza di basisti sulla terraferma, in grado di pilotare da terra, le rotte conclusive di questi viaggi della speranza.
dalla Gazzetta del Sud del 27 Marzo 2012

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