Emergenza criminale in città e comprensorio Oggi ne discute il consiglio comunale

 

La seduta sarà aperta a interventi del pubblicoTra i cittadini si va diffondendo la voglia di reagire

Maria Anita Chiefari

Soverato
"Ennesimo ed inquietante episodio delittuoso nella nostra Città e nel suo comprensorio, diretta conseguenza di una criminalità che appare sempre più dilagante ed inarrestabile: analisi, discussione e determinazioni del Consiglio Comunale".
È di questo – dopo l’omicidio di Ferdinando Rombolà, sul quale ieri è stata eseguita l’autopsia, mentre oggi dovrebbero tenersi i funerali – che si discuterà nella sessione straordinaria e urgente del Consiglio comunale in seduta aperta, convocato per oggi a Palazzo di Città, alle 17.30. Del resto appena l’altroieri il sindaco Raffaele Mancini lo aveva annunciato, perché il problema della sicurezza a Soverato non ha smesso di essere una emergenza.
Il presidente del Consiglio comunale, Giancarlo Tiani, ha così convocato una seduta straordinaria dell’assise cittadina. Nella notte, intanto, controlli a tappeto da parte delle forze dell’ordine per far luce sull’omicidio di Rombolà, consumatosi davanti agli occhi increduli dei bagnanti in piena spiaggia. Un omicidio che ha tutti i connotati di un regolamento di conti tra clan rivali. Un segnale di una ripresa della guerra di mafia tra i gruppi criminali soveratesi, che sembra non preveda né tregua né fine. Ma su questo punto gli inquirenti non si sbilanciano. Se ieri da queste colonne si dava "voce" a un appello di "notte nera" , intesa come notte di silenzio, di blocco di tutti i locali notturni e di tutti i divertimenti, per non dimenticare quanto è successo, oggi, invece, ne parte uno nuovo, intitolato «Diamo una mano di colore a Soverato!». Anche questa lettera aperta è stata pubblicata sul sito cittadino (Soveratoweb) e deve essere letta con la stessa attenzione della precedente. Il primo appello rappresentava una reazione "a caldo". Il secondo è invece molto più "riflessivo". «È tramite la luce – così inizia la nota – che si sconfigge il buio delle tenebre e non attraverso altra oscurità. Quello che può sembrare  un gesto di cattivo gusto (una festa sulla spiaggia  non rimandata) non pensate che possa essere anche un modo per continuare a vivere? A volte ci vuole coraggio, nel vero senso della parola, a continuare a ballare e cantare nonostante tutto. La gente, quando succedono fatti del genere, deve incontrarsi, deve uscire fuori di casa anche se per andare ad una festa. Ognuno – prosegue la missiva – deve dare un suo personale segnale non dobbiamo considerare il nostro come il metodo migliore rispetto a quello degli altri, l’importante è reagire, l’importante è non restare in silenzio».
I toni della lettera diventano poi forti, quando testualmente si legge: «È proprio ora che non bisogna tacere, è proprio ora che bisogna incontrarsi fuori, anche se a una festa, e parlarne. Non bisogna chiudersi nel silenzio proprio adesso.. occorre ballare, cantare, parlare, giocare, urlare. Neanche un giorno bisogna starsene zitti  perché è  quello che vogliono gli autori di questi delitti. Che si instauri invece il Consiglio comunale aperto, dove tutti quanti noi possiamo incontrarci e far vedere che non abbiamo paura e che nessuno ci metterà mai il bavaglio. Non una notte nera, ma tante notti colorate perché è questo, secondo me, che si deve fare: dare "una mano di colore" a Soverato. È vero hanno ammazzato il nostro vicino di ombrellone ma non riusciranno mai ad ammazzare Soverato e la Società Civile tutta».

Chissà quando tornerà a risplendere l’arcobaleno su Soverato, un tempo isola felice, e per il resto, purtroppo, al momento è solo un "no comment".

dalla Gazzetta del Sud del 25 agosto 2010

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