Disastroso lo stato delle “provinciali” dopo il nubifragio

La situazione più difficile è a San Sostene dove sono crollati tre chilometri di strada

Disastroso lo stato delle “provinciali” dopo il nubifragio dei giorni scorsi Utenti costretti a percorrere vie alternative che allungano i tempi di percorrenza

Chiusura per tre Km della Strada Provinciale 131 “San Sostene–San Sostene Marina”; 
per 200 metri all’altezza del Km 5 della strada provinciae 128 “Ponte Turrito–Ponte Ancinale–Davoli–San Sostene- S. Andrea” (obbligatorio per raggiungere Davoli Superiore il tracciato strada 106-provinciale 130);
senso unico alternato con velocità limitata sulla provinciale 149 “Ponte Ancinale-Satriano-Cardinale” (Km 0+750), dove il traffico verso Cardinale e Satriano sarà deviato sulla strada 148 (Gagliato Mare) e successivamente sulla strada 146 (verso Cardinale); velocità limitata sulla provinciale 133 che collega Isca alla strada 106 (Km 1+300 – Km 3+150). 
È critico il quadro viario provinciale dopo il disastroso nubifragio del 13 gennaio. Le arterie citate versano in condizioni serie, obbligando gli utenti ad utilizzare i percorsi alternativi. «Un disastro» spiega in maniera laconica ma chiara Luigi Alosio, sindaco di San Sostene, quando descrive le condizioni della provinciale 131: «Tre chilometri di sede stradale sono crollati o, comunque, interessati da grosse frane causate del nubifragio. Il tracciato, insomma, è seriamente compromesso in più punti». Da contrada “S. Domenica” in su (all’altezza del Km 4), infatti, la provinciale è impercorribile da giorni. Un vero e proprio cataclisma, con massi, sabbia e alberi che si sono praticamente impadroniti della carreggiata. Un evento che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime se qualcuno si fosse trovato a transitare al momento del crollo, che ha tirato via tutte le reti di contenimento della parete rocciosa. Mercoledì mattina, Aloisio ha avuto un incontro con la presidente della Provincia, Wanda Ferro, per illustrarle la situazione. 

Una condizione seria di cui, peraltro, la presidente era a conoscenza, avendola inserita tra le strade «peggiori e più danneggiate» e già catalogata come «prioritaria» rispetto ad altre arterie provinciali, anch’esse bisognose di interventi. Attualmente, i cittadini del centro storico sono costretti ad utilizzare strade alternative che, però, rendono più lunghi i tempi di percorrenza: si imbocca la provinciale 130 a Davoli Marina e poi la strada 128 (in gran parte percorribile) per San Sostene. «La Provincia ha dato l’i n c a r ico di progettazione per sistemare la strada – ha riferito il sindaco – ed entro dieci giorni avremo elementi più precisi per capire i tempi di intervento, che dovranno essere contenuti ». Il problema di mantenere un collegamento sicuro è, infatti, importante per il borgo, così come per qualunque altra comunità che abita in zone di montagna o alta collina. E criticità sono presenti in altri punti della provinciale 131. In località Chiaranzano, la sede stradale ha ceduto alle infiltrazioni d’acqua che la stanno facendo scivolare verso il basso. Il dislivello formatosi costituisce un serio e incombente pericolo per chi guida, anche perché meriterebbe un’a d eguata e specifica segnaletica verticale, al momento piuttosto carente. «Già qualche anno addietro vennero realizzati interventi di messa in sicurezza proprio in quel punto – ricorda Aloisio – allora furono bloccate le infiltrazioni d’acqua ma, oggi, dopo le piogge torrenziali, si sono riproposte, causando il medesimo problema, che va ora eliminato in maniera duratura ».

 

 

Foto Gazzetta del Sud

 

dalla Gazzetta del Sud del 23 gennaio 2009

Aggiungiamo Noi …..

Solo oggi alle ore 13 degli operai stavano apponendo dei cartelli per segnalare la pericolosità in questo punto della Strada , pericolosità che si era già creata da Sabato Scorso.

Foto Stepro.it - Soluzioni Informatiche

 

Commenti (14)

la quarta scimmia23 gennaio 2009 alle 16:21

massi che rotolano, frane…ecco a cosa porta il disboscamento selvaggio….ma è per il progresso!!!!

oretta pasquini24 gennaio 2009 alle 09:51

non solo è il progresso …… ma è anche questo governo centrale che come primo provvedimento ha tolto i fondi per il mezzogiorno
e c’è ancora chi inna a re Silvio

Tarzan24 gennaio 2009 alle 12:08

Guarda che stai confondendo fischi con fiaschi, le foto dimostrano il danno arrecato alla Marina di San Sostene in località Chjaranzanu e non in montagna dove stanno facendo l’impianto eolico. Cerchiamo di essere coerenti quando si entra in un sito per comunicare con la gente. Cerchiamo, anche, di non portare allarmismi inutili, la gente che non ha chiara la situazione può inveire per colpa di persone come te. Quel luogo è molto argilloso e molte volte sono stati effettuati lavori di un certo costo, vedi la curva sita ad 800 metri circa verso la Marina. Se non ricordi, anni fa funzionava ” ‘a Carcara” dove venivano prodotti molti mattoni poi dismessa.
Buona domenica e tranquilli, penso che la situazione sia sotto controllo.

oretta pasquini24 gennaio 2009 alle 18:54

la gente per fortuna ha occhi per vedere e quello che vediamo è un disastro ecologico spaventoso

prima è toccato alla marina di san sostene isoalata dopo il nubifragio ora le frane stanno arrecando disagi al resto del paese

va bene essere ottimisti i ma dire che la situzione è sotto controllo mi sembra alquanto azzardato
cos’altro dobbiamo aspettarci?

almeno una segnaletica degna di questo nome ci spetterebeb di diritto
0 no?

PIL25 gennaio 2009 alle 13:20

Sono in sintonia con Oretta. Attenzione, siccome il terreno è argilloso come dice Tarzan, allora come mai si stanno costruendo a ridosso tante abitazioni? Meditate-

la quarta scimmia26 gennaio 2009 alle 09:45

Tu tarzan io cita: haug!!!
Il discorso non era, ed era evidente, riferito all abbassamento del livello stradale a causa del terreno argilloso cedevole, che in quella zona è così da sempre (c’è quasi sempre stato un dislivello sulla sede stradale (son 25 e passa anni che faccio quella strada con la mia auto!!!!), ma al corollario di frane e massi rotolati sulle strade, non solo quella della “divisa” ma su tutto il territorio del comprensorio.
Senza alberi nulla ferma fango e massi, ed io continuo a chiedere a tutti, lo faccio da anni, con nome proprio o psuedonimi come in questo caso, se ritengono che in una regione come la calabria, dove nella stagione estiva NON PIOVE MAI e in autunno ed inverno piove a catinelle (non è il primo anno!!!), secondo loro è buona cosa disboscare?
Se a te sembra buona cosa, o se tu la pensi come il genio che dice che tanto li avrebbero incendiati quindi tagliarli è stata una bella idea, non far caso a queste parole, tanto ormai il più è fatto

saverio26 gennaio 2009 alle 11:56

l’italia avanza, la calabria stà ferma al palo.
Ferrovie penose spesso ad un solo binario, con locomotori e carrozze disastrate e sporche, strade che ad ogni autunno ed inverno sono conciate sempre peggio, e quella che dovrebbe essere una autostrada, l’unica che collega la nostra bella ed amata regione al resto del paese, altro non è che un percorso ad ostacoli, dove non conta solo essere prudenti ed abili alla guida, bisogna anche essere molto fortunati per superarla incolumi. e le provincie, la regione, i comuni interessati sopportano in silenzio…fino a quando? forse fino a quando le vittime saranno solo i poveri disgraziati senza santi in paradiso? quantio poveri disgaziati dovranno ancora morire prima che un qualsiasi governo si decida a rifarla completamente? di sicuro non sarà a breve visto che il simpatico fanfarone ha tagliato i fondi necessari, la sua priorità è il ponte, glielo deve al suo “parrucchiere” ed ai suoi amici siciliani….

oretta26 gennaio 2009 alle 13:44

hai ragione, silvio ha altre priorità

comunque la responsabilità politica e non solo è anche delle amminsitrazioni locali (regione, provincia, comuni di qualsiasi colore esse siano) che non hanno la volontà (perchè di questo si tratta) di alzare la voce e farsi sentire.
del resto che importa loro se un povero cristo muore mentre attraversa una strada o un ponte (come è successo oggi) tanto loro stanno tranquilli sulla loro poltrona

se c’è una giustizia, e c’è, verrà anche il loro turno
almeno me lo auguro

Tarzan26 gennaio 2009 alle 16:11

Non è la prima volta che dico ed urlo… che in quei luoghi deboli nel terreno, perchè argilloso-ed i fiumi o fiumiciattoli sporchi perchè mai puliti, debbono intervenire preventivamente e non quando la frittata è fatta. L’ultima volta che la Bonifica è intervenuta nella pulizia dei fiumiciattoli è stata nell’ultima alluvione avvenuta nel 2000 in concomitanza col disastro di Soverato
dove molte persone – ed anche disabili – hanno perso la vita. Forse in pochi sanno che mio fratello Adriano è stato uno dei pochi incidentati proprio nella zona di Chiaranzano mentre stava percorrendo la strada per scendere verso Piani di Bella, un albero gli è caduto sulla macchin arrecandogli danni per 400,00 euro. La sua autovettura non riusciva ad andare in prima e quindi ha dovuto spostarsi dal luogo manovrando con la retromarcia (arredinculu) per allontanarsi da quel luogo diventato ormai pericoloso. Dopo pochi metri si ferma e nota che la gomma della sua auto, dovuto alla caduta dell’albero, era sgonfia. Se l’è vista proprio brutta. Purtroppo in quel frangente c’è stata pura fatalità, chi pensava che l’albero si staccasse in modo così improvviso?
Per quanto concerne la costruzione delle case sul terreno argilloso, credo che gli architetti ed i geologi abbiano preso tutte le loro precauzioni ed i relativi controlli prima di dare il via alle preventive autorizzazioni. Non credo che il sindaco abbia autorizzato le costruzioni senza questi documenti obbligatori prima di far costruire. La normativa, in merito, prevede l’obbligatorietà di questo documento prima di costruire su qualsiasi terreno.

Gregorino26 gennaio 2009 alle 16:19

Mi piace questo nomignolo di Tarzan e quindi ho voluto denominarmi anch’io col mio eroe della mia fanciullezza.
Ho visto il disastro mostrato nel forum nuovo ed è una vera catastrofe, il lungomare è enormemente danneggiato e non è facile riaggiustarlo subito ma per giugno c’è tempo per farlo. In questo caso penso che il sindaco dovrebbe chiedere la calamtà naturale.
Forse con questa scusa il canale di Pramito o Pica verrà pulito da tutta quella porcheria che si trova in quel greto.

oretta26 gennaio 2009 alle 19:46

ho visto le impressionanti foto che Stefano ha pubblicato sul forum e mi chiedo che altro dobbiamo aspettarci

avverto l’ assordante silenzio dell’amministrazione locale che non si è degnata di un comunicato di scuse per quanti danni è stata capace di fare in 8 anni di gestione della cosa pubblica e che a questo punto dovrebbe avere uno scatto di dignità e DIMETTERSI

stanno riducendo questi posti che dovrebbero essere il gioiello dello ionio in zona di guerra, eppure quanti interventi su questo forum di avvertimento su quanto poi si è verificato

ma tutti muti eh sindaco!
sappia che degnarsi di confrontarsi anche su un forum con le esigenze dei propri cittadini non è sminuente anzi è indice di grande intelligenza ed è sicuramente un modo per uscire dalle situzuazioni difficili, ASSIEME

per la seconda volta sto rimandando il mio rientro a casa, perchè oltre i disagi che dovrei sopportare questa volta ho vermanete paura

PIL27 gennaio 2009 alle 14:10

Quanti allarmi inascoltati, più volte avete – abbiamo lanciato l’allarme sulla devastazione del territorio, ma nessuno ci ha mai ascoltato.Quello che è successo è da terzo mondo-
ALLE PROSSIME ELEZIONI PERCHE’ NON FATE UNA LISTA ,( FUORI DAI PARTITI POLITICI ) SOLO
DA PERSONE COME VOI CHE HANNO A CUORE IL NOSTRO TERRITORIO ?

Pino29 gennaio 2009 alle 18:35

Certo colpa del governo centrale che ha tagliato i fondi per il mezzoggiorno.Fondi che servivano per pagare un esercito di forestali,operai della bonifica ,operai comunali etc etc.
Tutta gente che(il 98%) si gratta le balle dalla mattina alla sera.
I fiumi sono pieni di rottami,automobili,macerie,eternit,gomme,materassi,brande,frigoriferi,lavatrici,armadi etc etc, e poi è colpa del governo se il fiume si gonfia ed allaga tutto.
Si svendono gli alberi della montagna a prezzo politico ,il suolo per l’eolico,e poi ci lamentiamo che ci frana tutto in testa.
Basta!!!E ora di cambiare atteggiamento,non aspettare la manna dal cielo.
Qualcuno si è rotto le palle di pagare per la disorganizzazione di altri.

Enzo31 gennaio 2009 alle 12:21

Pino hai perfettamente ragione,la responsabilità oltre che del governo centrale è anche delle organizzazioni comunali.E maggiormente della gente che utilizza i fiumi come discariche.trovo impossibile muovere una critica se noi cittadini non siamo i primi a rispettare la natura e evitare che i letti dei fiumi durante le pioggie si trasformino in dighe.

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