Diminuzione nell’erogazione idrica Il Tar blocca le iniziative della Sorical

La possibile riduzione nella fornitura era stata paventata da Taverniti

Francesco Ranieri
Sant’Andrea Jonio
Che i tributi vadano pagati è un dato di fatto. Il timore è però legato al fatto che se un Comune non paga la quota dovuta per il servizio idrico, la "Sorical spa" (la società concessionaria regionale del servizio) potrebbe ridurgli l’erogazione dell’acqua.
E di questo si parla anche a Soverato, dopo l’invito che il primo cittadino Leonardo Taverniti e il vicesindaco Salvatore Riccio hanno rivolto ai cittadini sul pagamento dei canoni dovuti, paventando la possibilità che, in caso di mancato pagamento del servizio, "Sorical" possa procedere alla riduzione dell’erogazione dell’acqua.
Sarebbe ovviamente una iattura per chiunque, anche perché a norma di Codice civile il fornitore, entro 15 giorni da apposita diffida, potrebbe in effetti ridurre, sospendere o interrompere la fornitura anche per morosità non sanata.
Nella discussione si inserisce una recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Calabria, che ha respinto il ricorso presentato dalla "Sorical" contro un’ordinanza contingibile e urgente con la quale il sindaco del Comune di Scalea aveva ordinato alla società idrica di assicurare la fornitura idrica alla cittadina e di recedere dall’intenzione di ridurre l’erogazione per il mancato pagamento del canone.
La sentenza è senza dubbio interessante, poiché in sostanza sostiene che non si può tagliare o ridurre "tout court" – senza dare precisi dettagli e la possibilità di predisporre piani di emergenza – l’erogazione idrica a un Comune moroso proprio perché riguarda l’erogazione dell’acqua, risorsa primaria ed essenziale del diritto alla salute di ogni persona sancito dalla Costituzione.
I giudici del Tribunale amministrativo regionale hanno evidenziato che «i beneficiari finali della somministrazione di acqua sono le persone fisiche, che non sono parti della convenzione tra la "Sorical spa" e il Comune». E proprio loro avrebbero, invece, avuto la peggio da un "taglio" del servizio.
Il Tribunale amministrativo regionale ha poi rilevato delle lacune nella comunicazione della "Sorical", che, il 15 febbraio scorso, riferiva al Comune di Scalea che dalle 15 dell’indomani avrebbe ridotto la fornitura: non erano state indicate cose basilari come l’entità della riduzione né la durata nel tempo. Non vi era, peraltro, fra la nota della società "Sorical" e la sua esecuzione, il tempo per fronteggiare una situazione che sarebbe divenuta esplosiva.
Dopo la sentenza, la società è intervenuta chiedendo di evitare strumentalizzazioni, evidenziando che a suo giudizio «il concessionario, prima di ridurre l’erogazione idrica, ha l’onere di informare con congruo anticipo il Comune moroso, specificando i dettagli delle operazioni ma non è stata messa in discussione la legittimità generale dello strumento della riduzione a cui la società "Sorical" ricorre per contenere i costi di gestione».
Sull’argomento si prospetta, dunque, una querelle che, con ogni probabilità, finirà per proseguire e interessare più Comuni, vista la delicatezza e l’importanza di un bene pubblico fondamentale come l’acqua.
dalla Gazzetta del Sud del 16 aprile 2012

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