Depuratore, il Comune restituisca i soldi ai cittadini

Satriano Calabretta scrive al sindaco dopo la pronuncia della Corte Costituzionale

Depuratore, il Comune restituisca i soldi ai cittadini

 

Raffaele Ranieri
SATRIANO
È pervenuta agli uffici comunali un atto formale del consigliere di minoranza Domenico Calabretta e indirizzato al sindaco, al Consiglio comunale, con il quale, in applicazione della sentenza numero 335 depositata in cancella il 10 ottobre 2008 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di pregresse disposizioni legislative in materia di risorse idriche e di ambiente. Alla luce di tale sentenza, il consigliere Calabretta ha chiesto che si provveda «a esentare i cittadini dal pagamento della quota relativa al servizio fognatura e depurazione per l’anno 2007 e seguenti, dichiarando le stesse non dovute ai sensi di legge; rimborsare ai cittadini tutte le somme versate per il suddetto servizio e complessivamente corrisposte fino ad oggi dall’anno 1998, comprensive degli interessi al tasso legale». Risulta altresì che agli uffici comunali sono iniziate a pervenire da parte di cittadini richiesta di rimborso del non dovuto.

«Senza dubbio la sentenza va rispettata – dice il sindaco Michele Drosi – e richiede valutazioni e approfondimenti. Valutazioni per il mancato gettito di notevole rilevanza e circa la destinazione delle risorse destinate agli investimenti afferenti a coprire le opere programmate per la depurazione o per la normale attività di gestione. Il problema sarà valutato con coerenza dalla presidenza del Consiglio dei ministri per le necessarie direttive consequenziali agli Enti locali». Per Satriano gli interessati sarebbero tutti quelli del centro storico, perché le fogne ricadenti nel territorio della marina sono allacciate al depuratore. Senza dubbio sarà un salasso finanziario in quanto si tratterebbe di restituire ai cittadini 10 anni di pagamenti illeciti gravati di interesse e di rivalutazione monetaria. In tal senso anche la Corte dei Conti nel suo parere espresso il 3 dicembre sottolinea che «la pronuncia di incostituzionalità delle norme incide anche sulle situazioni pregresse salvo il limite invalicabile del giudicato e salvo situazioni giuridiche comunque divenute irrevocabili». Sono previste assemblee dei sindaci interessati per sollecitare soluzioni alla problematica che la Corte Costituzionale ha aperto.

dalla Gazzetta del Sud del 18 Dicembre 2008

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