Davoli,trasferito don Alvaro

È un fulmine a ciel sereno quello che precipita sulla comunità davolese: don Alvaro è stato trasferito. L’annuncio arriva in mattinata, di colpo,durante la messa. “” Questa di oggi è la mia ultima omelia nella parrocchia di Davoli Santa Barbara : la Curia Diocesana ha deciso il mio trasferimento presso la parrocchia di Magisano”". Boom : la notizia percorre le viuzze del piccolo paese,entra nelle case per sconvolgerle. Strano ma vero : don Alvaro arriva ufficialmente a Davoli il 04 settembre dello scorso anno. Dopo l’attività a Cardinale ,il sacerdote prende il posto di don Pasquale Gentile,tanto amato da numerosissimi fedeli. Don Alvaro ha tutte le carte in regola per svolgere un ottimo lavoro : giovane ma con l’esperienza giusta per gestire una parrocchia come quella di Santa Barbara. Ma la storia tra Davoli e il trentanovenne sacerdote originario della Colombia non è tutta rose e fiori. Dopo poco più di un mese dal suo insediamento arriva un’amara sorpresa: una gomma perforata da un chiodo e un biglietto intimidatorio con scritto “te ne devi andare via” vengono ritrovati sulla sua autovettura,parcheggiata nei pressi di località ”Renza”. Un gesto grave e inaspettato, che la popolazione non attende a condannare.”" Un fatto spregevole che di certo rispecchia la folle volontà di uno e non della gente per bene”",dicono in paese. Il diretto interessato reagisce così : “”Sono tranquillo,non mi faccio impressionare da un gesto isolato di un singolo soggetto – ribadiva Don Alvaro in un’intervista rilasciata per “il Quotidiano” il 14 ottobre del 2012- vado avanti per la mia strada,continuando a lavorare con i fedeli,con i quali ho uno stupendo rapporto”". Politica,forze dell’ordine ,fedeli e non : tutti dalla parte del sacerdote. Da quel momento la vita della parrocchia procede normalmente ,senza intoppi né episodi che fanno gridare allo scandalo . La cronaca giudiziaria si ferma all’episodio di ottobre. Poi ieri mattina la comunicazione che spiazza un po’ tutti : trasferimento. Lui preferisce non aggiungere niente perché “” la vita sacerdotale è una missione- spiega- Se la Diocesi ha deciso di trasferirmi in luogo dove c’è bisogno io accetto con piacere la scelta. Vado via con un ottimo ricordo di Davoli e dei suoi fedeli,che sempre mi hanno sostenuto e che ringrazio di cuore per l’affetto dimostratomi”". Titoli di coda,dunque, di una storia d’amore(durata solo cinque mesi) azzoppata da un grave episodio di minaccia. Di sicuro l’addio di don Alvaro Amariles porta con sé un fiume di interrogativi,domande,perplessità. Una su tutte : quanto l’intimidazione di ottobre possa aver influito sul trasferimento. (edoardo corasaniti,il quotidiano della calabria)

Commenti (3)

nico15 febbraio 2013 alle 08:36

Il razzismo ha lunghe radici e ancor più lunghi rami. L'episodio getta inesorabilmente delle ombre sui davolesi che sono riusciti a mandar via addirittura uno con la pelle più chiara della loro, sol perchè targato Colombia. Chiaro messaggio per chi a breve prenderà il suo posto.

eedem17 febbraio 2013 alle 00:41

Ti Sbagli non è stata volontà dei Davolesi ma sol di qualche piccola minoranza… e poi non è stato più trasferito ma confermato a Davoli dopo un incontro da parte di Don Pasquale rappresentante del vescovo che ha incontrato i Davolesi.

nico17 febbraio 2013 alle 11:57

Io ho commentato una notizia a firma del quotidiano della calabria, semmai chi sbaglia sono altri e se a sbagliarmi sono pure io ne sono ben contento ma la storia insegna, basta guardarsi indietro per capire come girerà il mondo domani.

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