Davoli, la biblioteca centro d’eccellenza

L’Associazione Volontariato Vincenziano nasce a Davoli nel maggio del 1989, senza scopo di lucro, impegnata nel settore sociale già da allora a sostenere soggetti in difficoltà economiche e umane con iniziative capaci di fornire concrete risposte ai bisogni espressi dalle categorie più deboli. Le finalità complessive di questi interventi sono protese ad affrontare e risolvere, ove è possibile, le situazioni di disagio sociale presenti sul territorio. In particolare il sodalizio si è adoperato nel favorire lo sviluppo sul territorio alla cultura della responsabilità verso i soggetti più fragili della popolazione. L’associazione si ispira al modello del proprio fondatore, San Vincenzo de’ Paoli, e ne fanno parte le persone che intendono vivere la solidarietà e la carità cristiana secondo il Vangelo. L’associazione è apartitica, ha struttura democratica e non persegue fini di lucro. È membro dell’“Association International des Charités” (A.I.C.). La matrice cattolica, risalente all’associazione fondata nel 1617 da San Vincenzo de’ Paoli, rappresenta la linfa vitale del suo lavoro: lavoro che, con amore disinteressato, umiltà, accoglienza, si avvicina alle fasce più deboli della comunità per ascoltare, vagliare le situazioni, intervenire con aiuti concreti nelle emergenze e, quindi, mettere in moto i vari meccanismi. Tra questi interpellare, sollecitare le istituzioni e gli Enti preposti a occuparsi delle problematiche e, soprattutto, favorire un reale processo di autopromozione. In pratica si adopera secondo le seguenti linee guida: la promozione umana e cristiana delle persone e delle famiglie in situazioni di disagio, la lotta contro le povertà materiali e spirituali e le cause che le determinano, l’incontro diretto con le persone nel loro ambiente di vita. Per realizzare tali obiettivi è necessario collaborare con la società civile. Infatti partner privilegiati dell’associazione sono la parrocchia, il Comune, la scuola, il Consultorio, il Sert e il Centro di giustizia minorile, oltre ad avvalersi delle prestazioni, volontarie e gratuite, degli aderenti o di personale specializzato esterno che offre il proprio contributo gratuito. Il gruppo, quindi, opera attraverso l’incontro personale con chi ha necessità di aiuto, poveri in senso lato, nel loro ambiente di vita, mediante un’azione pronta in risposta ai bisogni più urgenti e un’azione a lungo termine, di concerto con gli enti pubblici e privati per tentare di rimuovere le cause che generano la povertà. Per povertà, come diceva Paolo VI, si intende non solo la mancanza di denaro, ma soprattutto la mancanza di salute, di lavoro, la solitudine affettiva, l’assenza di relazioni, gli handicap fisici e mentali, le sventure familiari e tutte le frustrazioni che provengono da un’incapacità di integrarsi nel gruppo umano più prossimo. L’associazione ha sviluppato un metodo di lavoro efficace con metodi consolidati nel tempo, e cioè operare in gruppo, incontrare i poveri nel loro ambiente di vita, coinvolgere attivamente le persone nei progetti che le riguardano per renderle responsabili e consapevoli della propria crescita, collaborare con le strutture pubbliche e private per rimuovere alla base le cause della povertà, programmando e realizzando progetti sul territorio, promuovere l’aggiornamento permanente dei volontari, assicurando loro la formazione spirituale e tecnica, necessaria per rispondere con efficacia ai bisogni reali. Tanti i progetti portati avanti con spirito di altruismo e caritatevole quali le visite domiciliari a famiglie o persone segnalate, che presentano varie problematiche; visita domiciliare frequente agli anziani soli, anche con distribuzione della Santa comunione; centro di aggregazione aperto ogni mercoledì a persone di qualunque età, residenti nel territorio ma provenienti da vari paesi, collaborazione con parrocchia, Caritas per festa anziani prima di Natale e unzione infermi prima di Pasqua; collaborazione con il Sert per seguire qualche caso particolare in attesa di sistemazione in comunità, disponibilità a prendersi cura di persone in difficoltà segnalate dal Centro giustizia minorile di Catanzaro, dal parroco e dall’Asp; scuola di catechismo organizzata dal parroco; periodici corsi di recupero per ragazzi che presentano carenze scolastiche e difficoltà relazionali; progetto d’integrazione degli immigrati con incontri personali e di gruppo per scambi di culture; esperienze e ascolto delle loro esigenze. Quindi una scuola di ricamo per ragazzi e adulti. Ma, soprattutto, tantissime le collaborazioni con il territorio, non ultimi un protocollo d’intesa tra il Comune di Davoli, l’istituto comprensivo e il Rotary Club di Soverato per l’apertura e il sostegno dello “Sportello amico” che ha lo scopo di accogliere, informare e formare gli immigrati. Nel 2012 ha poi siglato un accordo nell’àmbito socio-culturale con il Comune di Isca Marina, ha stipulato una convenzione con “Il Prisma”, associazione di San Sostene che si occupa di riabilitazione dei disabili e, inoltre, ha stipulato una convenzione con “A.Fa.Di”, (Associazione Famiglie Disabili) che ha sede a Soverato. Con entrambe le associazioni vi è un fattiva collaborazione che permette di organizzare mostre di manufatti, convegni e spettacoli che hanno come protagonisti gli stessi disabili. Il 18 gennaio 2011 nei locali dell’ex scuola Tigani, è stata inaugurata – alla presenza dell’arcivescovo Ciliberti, di Massimiliano Ferrara, direttore generale del settore cultura della Regione, del presidente della Provincia di Catanzaro, del sindaco di Davoli, del consigliere provinciale Parisi e di altre autorità – la biblioteca. L’iniziativa, nata con il preciso obiettivo di creare un Centro di unione dove attraverso lo scambio d’idee, i dibattiti, le letture condivise e l’intervento programmato di scrittori, poeti, narratori, religiosi, professionisti nei vari settori, avrebbero potuto contribuire all’arricchimento intellettuale del comprensorio, allo stato sembra più che raggiunto. Una fucina in cui si forgiano le menti non solo degli adulti, ma anche e soprattutto dei ragazzi le cui madri saranno invitate per condividere, commentare e suggerire il percorso educativo- culturale dei loro figli. Un progetto articolato, di forte valenza formativa e, quindi, creativo di ricchezza, quella vera: la ricchezza culturale che è l’alimento principe della società civile. La biblioteca contiene, oggi, oltre 25.000 volumi e si è arricchita con preziose donazioni fatte da Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Presidenza della Camera, ministero dell’Ambiente, Regione Calabria, Provincia di Catanzaro, Comune di Davoli e di Isca e tanti privati. Il progetto nasce dalla mente dei Vincenziani di Davoli e, più specificamente, da una felice intuizione della prof. Maria Abbruzzo, subito condivisa con il prof. Aldo Marcellino e accolta con slancio dal Gruppo e, in particolare, da sei persone che, di fatto, diventano i realizzatori dell’idea formidabile. Il nobile obiettivo del progetto è di portare la lettura il più vicino possibile alla vita quotidiana delle persone ma, non solo nei luoghi canonici della fruizione, ma anche in scenari e ambienti inaspettati. Insomma insediarsi nel tessuto periferico del comprensorio, perché la cultura combatte il degrado e leggere alimenta l’anima. Ed è così che nei due anni di vita la biblioteca di Davoli ha promosso tanti lusinghieri appuntamenti che hanno dato il via a un nuovo modo di vivere la cultura. Sapientemente i Volontari Vincenziani, hanno coniugato il teatro e la letteratura con le “diversità”, passando nei templi della cultura: le scuole. Un modo efficace per “seminare” in zone marginali, dove la povertà intellettuale si unisce alle altre formando un unico grumo capace di fermare lo sviluppo economico e sociale del territorio. I Volontari Vincenziani dal giorno dell’inaugurazione della biblioteca, oltre a offrire la fruizione di testi e punti internet per studio e la consultazione dei volumi, hanno offerto ai bambini bisognosi o con disagi un valido sostegno scolastico. Tale iniziativa è stata propedeutica al coinvolgimento, onestamente faticoso, di favorire un rapporto biunivoco e fattivo con il mondo della scuola. E, infine, le belle sorprese ci sono sempre. Lodevole l’iniziativa della docente Teresa Pitaro, dell’Istituto comprensivo di Davoli, che oculatamente ha chiesto ai propri alunni di recarsi a visitare la biblioteca dello stessa città. Così gli studenti, nel maggio dell’anno scolastico appena trascorso, accompagnati dai genitori, si sono recati in biblioteca, dove sono stati accolti dai Volontari Vincenziani. In seguito, nel dicembre 2012, grazie alla disponibilità della preside Giovanna Esposito Vivino, la docente Mara Corasaniti ha deciso di far trascorrere alla sua classe – la quinta A dell’Istituto comprensivo di Davoli – una mattinata intera all’interno della biblioteca. Un’altra bella pagina della biblioteca protesa al mondo scolastico è scritta durante lo spettacolo di fine anno organizzato dall’Istituto di S. Andrea guidato dal dirigente scolastico Giuseppina Vono. In una platea gremita di alunni e genitori la biblioteca di Davoli è stata così un gradito “ospite d’onore”. Un suggello all’eccellenza raggiunta da questa biblioteca che, in breve tempo, si è imposta come centro di cultura e fucina d’idee nell’intero comprensorio. Premesso che tutto il Gruppo dei Vincenziani di Davoli contribuisce al buon andamento della struttura, bisogna aggiungere che quotidianamente un gruppo specifico si prodiga con dedizione e spirito cristiano a sostenere le molteplici attività svolte dalla Biblioteca Vincenziana. Si tratta dei professori Aldo Marcellino, Maria Rosaria Ruocco, delle insegnanti Rina di Paolo, Maria Lodato, Giulia Abbruzzo e Angela Pace, oltre che della prof. Angela Moraca, presidente dell’associazione e della signora Annunziata Ciccone. 

Mario Arestia 
22 aprile 2013 dalla


 

Commento (1)

Angelo Iorfida23 maggio 2013 alle 23:05

Ho letto con interesse il contenuto dell'articolo e congratulo i risponsabili di questa azione. Congratulazioni e continuate a sostenere la fibra morale della cittadinanza

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