Dalle fontane acqua non potabile Il sindaco ne vieta subito l’utilizzo

Francesco Ranieri
Sant’Andrea Jonio
Acqua non potabile nell’intero abitato di S. Andrea Marina e nelle relative contrade. Lo rende noto un’ordinanza urgente emanata dal sindaco Gerardo Frustaci alla luce delle analisi eseguite in autocontrollo su alcuni campioni dalla "Isq Bio Consulting" di Cropani, la ditta che è incaricata del servizio di analisi delle acque del Comune andreolese.
A risultare fuori norma durante l’ultima delle analisi periodiche che vengono normalmente eseguite è stato il campione d’acqua proveniente dal pozzo di località "Campo", che si riversa nel serbatoio di località "Timpi", e quello prelevato dalla fontana pubblica di piazza Martin Luther King, davanti la chiesa di San Raffaele Arcangelo.
Il sindaco ha dunque ordinato il divieto temporaneo di utilizzo dell’acqua in tutto l’abitato della Marina, considerato che il serbatoio ne serve l’intero territorio. In questo momento i tecnici e gli operai del Comune stanno monitorando la fase di clorazione dell’acqua nel serbatoio comunale, anche se vi è un aspetto insolito che è emerso dalle analisi: gli esami effettuati sulla rete idrica hanno infatti dato dei valori nella norma, nonostante il problema sia stato rilevato a monte – cioè all’entrata del serbatoio – e solo una fontana pubblica è risultata con valori alterati.
«È chiaro che a tutela della salute pubblica – ha spiegato il primo cittadino andreolese – abbiamo subito deciso di ordinare il divieto di utilizzo dell’acqua per uso potabile e a giorni la ditta incaricata dovrà eseguire delle nuove analisi per verificare che i risultati siano tornati nella norma». È possibile che a far "saltare" i valori dell’acqua in entrata nel serbatoio sia stata qualche infiltrazione nella falda di "Campo", dovuta magari alle abbondanti piogge che si sono abbattute nei mesi scorsi sul territorio. Acqua piovana che lentamente si potrebbe essere fatta strada nel terreno fino a raggiungere la falda acquifera alla quale attinge il pozzo.
dalla Gazzetta del Sud del 22 gennaio 2012

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