Dai piaceri della tavola al letto in corsia Disavventura per 2 giovani di Satriano

SOVERATO In prognosi riservata dopo il pranzo in un ristorante

Un giorno di spensieratezza è finito con un ricovero in prognosi riservata per aver probabilmente ingerito qualche pietanza che li ha fatti piombare in uno stato di shock. Per due giovani conviventi di Satriano, entrambi trentenni, il passo verso l’ospedale è stato breve: nel tardo pomeriggio di ieri, dopo aver pranzato assieme ad altre persone in un caratteristico ristorante di Soverato – gustando un menu tipicamente calabrese, spaziando quindi dalla carne al pesce, dai funghi ai salumi – hanno cominciato ad accusare un fortissimo stato di malessere, con dolori addominali e insostenibili capogiri. Hanno dunque deciso di farsi accompagnare al pronto soccorso di Soverato, dove i sanitari, constatata la serietà delle condizioni, li hanno fatti trasferire a Catanzaro, all’ospedale “Pugliese”, meglio attrezzato per trattare questo tipo di patologie. Qui i due trentenni sono stati ricoverati d’urgenza e, nella tarda serata di ieri, la prognosi per entrambi era ancora riservata anche se, stando alle prime ricostruzioni, non sarebbero in pericolo di vita. Le cause dello shock sono ancora tutte da determinare e proprio per capire cosa possa essere accaduto in quel ristorante i carabinieri della Compagnia di Soverato hanno lavorato per tutta la serata. I militari della stazione cittadina e i colleghi del Nucleo antisofisticazione hanno avviato i vari controlli, eseguendo campionamenti del cibo sui quali effettuare nelle prossime ore le analisi alla ricerca di eventuali tossine o altri agenti patogeni, che potrebbero essere alla base delle sofferenze dei due malcapitati. Proprio sui pazienti ancora ieri sera, accanto alle cure per tamponare lo stato di shock, erano in corso una serie di accertamenti ospedalieri per verificare eventuali patologie che potrebbero aver contribuito allo scatenamento del malessere. Ovviamente anche gli altri commensali sono stati contattati e verificate le loro condizioni di salute. Al momento nessuno di loro sembrerebbe aver condiviso la sfortunata sorte dei due trentenni.
Francesco Ranieri
dalla Gazzetta del Sud del 4 novembre 2013
 

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