Da anni i cittadini denunciano lo stato di pericolo

Davoli Da anni i cittadini denunciano lo stato di pericolo

Fosso Canace ricoperto da erbacce «ricettacolo di potenziali infezioni»

 

Bruno Cirillo
cardinale
Una situazione emblematica si trascina da quasi dieci anni e vede protagonista un gruppo, sempre più numeroso, di abitanti di Via della Repubblica a Davoli, nei pressi della quale sorge il fosso denominato "Canace" che dovrebbe far defluire le acque piovane. Nell’ormai lontano aprile del 1999, i residenti inoltrarono un esposto al "Consorzio di Bonifica" di Catanzaro, informando che l’anno prima «venivano eseguiti dei lavori di rinnovamento del canale, in cemento armato, per la canalizzazione dell’acqua. Sebbene i lavori siano stati eseguiti, con regolare progetto – si leggeva nell’esposto – non sembra si sia tenuto in debito conto, da parte degli enti preposti, il fatto che a circa 5-6 metri dal canale esistono delle palazzine adibite a civile abitazione. Il muro di questo canale – si leggeva ancora – costruito a livello stradale e privo di idonea rete di protezione, costituisce serio pericolo specie per i bambini che spesso giocano camminando sul ciglio dello stesso, ed inoltre è ricettacolo di potenziali infezioni, causa il proliferarvi di zanzare e parassiti di ogni genere. Tutto ciò detto – concludeva l’esposto del 1999 – al fine di impedire che qualche bambino vada a rovinare nello stesso, con tutte le conseguenze connesse».
A settembre dello stesso anno, quattro mesi dopo l’esposto, l’ufficio unico dei Consorzi di Bonifica raggruppati della Provincia di Catanzaro, con una nota, comunicava ai residenti che «il Consorzio ha già inserito l’intervento, in un apposito progetto; pertanto, non appena finanziato e autorizzato dalla Regione Calabria, si procederà all’esecuzione dei lavori richiesti». Nell’aprile del 2005, visto il perdurare della situazione di pericolo, gli stessi residenti inoltrarono un ulteriore esposto. Qualche tempo dopo, anche in coincidenza con alcuni lavori alla viabilità, una parte del lungo canalone è stata protetta, pulita e regimentata, tanto da far scorrere al suo interno acqua che se pur piovana appare limpida. Rimasta invece allo stato più volte segnalato la parte adiacente al gruppo di palazzine senza protezione e senza alcuna manutenzione. Nessuno provvede alla pulizia del fosso, tant’è che la vegetazione spontanea ha pressocchè coperto la profondità dello stesso rappresentando se possibile un ulteriore pericolo e divenendo sempre più habitat naturale di rettili e ratti.

Questa è la parte terminale dello stesso fosso verso il mare. C’è da aggiungere che, stante lo stato d’abbandono di questa area, qualcuno ha anche pensato bene di depositare una vecchia carcassa d’auto, quasi a suggellarne il degrado. In più occasioni, a pulire il canalone ci hanno pensato gli stessi abitanti della zona che, esasperati, ora si sono rivolti agli organi di stampa. «Possibile infatti – ci hanno detto i residenti – che ci sono fossi di serie A e fossi di serie B?»

dalla Gazzetta del Sud del 22 ottobre 2008

Commento (1)

Johnny22 ottobre 2008 alle 11:38

Mi permetto di aggiungere a questo disastro idrico anche il fosso di Canale che divide Davoli da San Sostene. In questo canale c’è di tutto, persino rospi giganti che somigliano, per modo di dire, a piccoli coccodrilli. Molte denunce sono state fatte in merito alla Bonifica di Catanzaro, alla Procura di CZ e perfino a Roma. Cosa si può fare per riparare a questo danno ecologico che oltretutto spaventa chi ci abita vicino e mette in pericolo tutta la zona nel caso di qualche alluvione come nel 2000. Le istituzioni latitano, fanno orecchie di mercante ed ognuno scarica l’altro.
Un saluto a tutti con l’auspicio che questi inconvenienti vengano al più presto risolti. Invito il giornalista Bruno Cirillo ad effettuare al più presto un sopraluogo.

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