Comunità montana Versante Jonico

Isca Jonio Approvato un emendamento al progetto di legge di riordino degli enti

Comunità montana Versante Jonico  Via libera all’Unione dei Comuni
Saranno potenziati alcuni servizi come la raccolta dei rifiuti e la polizia

 

Francesco Ranieri
Isca Jonio
Il numero "266" sarà sicuramente ricordato nella storia istituzionale della Comunità montana "Versante Jonico". O forse, già, si potrebbe ormai iniziare a parlare di Unione dei Comuni "Versante Jonico", dopo l’approvazione in commissione regionale dell’emendamento n. 266 alla proposta di legge regionale per il riordino degli enti montani. Una legge che, in virtù dei tagli prescritti dalla Finanziaria 2008, stava per mandare al macero l’ente di Isca, regalandone di fatto, beni, personale e patrimonio alla "Fossa del lupo" di Chiaravalle, che avrebbe anche avuto annessi i Comuni di Davoli, San Sostene e Cardinale, in nome di un accorpamento che, in questo caso, di funzionale non pareva avere davvero molto.
Di fronte a tale prospettiva, sono state numerose le proteste sollevate per iniziativa del presidente della Versante Jonico, Alfredo Lancellotti, e dei sindaci del territorio. Negli ultimi giorni, anche diverse forze politiche, appartenenti all’intero arco ideologico, dimostrando attenzione alle richieste di ascolto, avevano cercato di valutare meglio la situazione in sede di rilettura del progetto. E con l’approvazione dell’emendamento, presentato dal consigliere Franco La Rupa (gruppo misto), il progetto di legge è stato infine rimpolpato, dando «la possibilità a quei Comuni esclusi dalle Comunità montane di associarsi in Unione di Comuni entro e non oltre il 31 dicembre 2008 e le risorse umane e strumentali, in capo alle Comunità montane di appartenenza, vengono trasferite alle costituenti unioni dei Comuni». La nuova proposta prevede che l’unione dovrà essere già stata costituita alla data di cessazione dell’ente montano e dovrà avervi aderito una congrua parte dei Comuni uscenti. Un cambio di direzione agevolato dalla disponibilità dell’assessore regionale alle riforme, Liliana Frascà, che nei giorni scorsi aveva ricevuto il direttore tecnico della Versante Jonico, Enzo Larocca. In sede regionale, Larocca aveva prospettato i problemi che una soppressione tout court dell’ente avrebbe comportato per i Comuni che, da un giorno all’altro, si sarebbero visti accollare una mole di servizi che avrebbe messo in seria difficoltà la loro operatività e le loro risorse finanziarie. Dunque, l’emendamento, di fatto, dà il via libera alla costituzione dell’unione del versante ionico, peraltro già deliberata da sette municipalità: Guardavalle, S. Caterina, Badolato, Isca, S. Andrea, San Sostene, Cardinale.
Proprio loro, infatti, nei mesi scorsi avevano in maniera inequivocabile accettato lo statuto della nuova realtà istituzionale per gestire quello che, ormai da tempo, il presidente Lancellotti definiva «un patrimonio da salvaguardare» per i Comuni e per i cittadini, che in questi anni, in effetti, hanno beneficiato in termini economici e di efficacia di un’ampia serie di servizi associati: in materia di tributi, di gestione informatizzata dei servizi anagrafici, demografici, cartografici, finanziari, sociali e come polo catastale.
Viene in tutta evidenza, pertanto, la validità e consistenza del progetto di Unione. Ora, la volontà generale, comunque, non è solo quella di proseguire nell’espletamento di tali servizi ma anche di investire nel suo ampliamento e potenziamento. Spiega ancora il direttore tecnico: «Si potrà partire anche con la raccolta dei rifiuti associata, con la polizia municipale, con la pulizia delle spiagge, creando un ente operativo a 360°». E dall’incontro con l’assessore regionale, sono giunte altre notizie interessanti. Infatti, la Versante Jonico avrebbe diritto a una serie di contributi regionali proprio alla luce di questi servizi associati finora espletati.

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