Cinque colpi di fucile sparati contro la casa del sindaco Criniti

S. Caterina J. Il primo cittadino era nell’abitazione di contrada Petrusa con la famiglia

Cinque colpi di fucile sparati contro la casa del sindaco Criniti
Indagini sulle decisioni della Giunta, in particolare sul piano spiaggia

 

Francesco Ranieri
Santa Caterina jonio
Alcuni colpi di fucile sono stati esplosi contro la casa del sindaco di S. Caterina, Domenico Criniti. I vetri infranti e i buchi sulle pareti del corridoio della villetta di contrada Petrusa, nella Marina, sono il brutto segno lasciato dagli ignoti che nella notte di domenica, intorno alle due, hanno messo in atto questa operazione criminale. Colpi esplosi da un fucile calibro 12 caricato a pallettoni che hanno lacerato non solo la notte caterisana, e quella della famiglia Criniti in particolare, ma colpi (cinque per la precisione) che sono andati dritti al cuore di una realtà che, certo, non si aspettava un evento del genere.
«Non riesco proprio a capirne il motivo» sottolinea il sindaco cercando di sforzarsi nel trovare una lettura plausibile dell’accaduto. Ma una lettura, al momento, non c’è né può esserci, essendo le indagini appena partite. I carabinieri del nucleo radiomobile di Soverato e quelli della locale stazione sono giunti immediatamente sul posto, effettuando i rilievi fotografici e balistici e, in queste ore, stanno lavorando su alcune piste interessanti, tenendo anche in considerazione la testimonianza di Criniti che ha sentito un’automobile allontanarsi a grande velocità subito dopo gli spari. Spari, per giunta, in una zona abitata, con numerose case che stanno tutt’intorno. E se dubbi, perplessità e incredulità rivestono le cause dell’episodio, meno se ne trovano invece sulle sue conseguenze emotive, che vanno a investire la famiglia di Criniti, che, oltre ad essere primo cittadino, di professione fa il medico. In casa, a quell’ora, riposava la sua famiglia, la moglie e i due figli, di 17 e 18 anni. Il risveglio non poteva essere peggiore.
Cinque colpi, dunque, che non solo hanno colpito un’istituzione ma anche cinque colpi che scavano un fosso di preoccupazione nella cittadinanza, che ha dimostrato grande unità nello scegliere il sindaco alle scorse elezioni di aprile. E proprio ieri mattina, una prima riunione informale ha visto la partecipazione di tutti i consiglieri comunali, che hanno porto la loro solidarietà al primo cittadino, seguiti dai sindaci del comprensorio e dal Pd locale. Una riunione che è servita anche a programmare la prima risposta ufficiale, con un’assemblea pubblica fissata in Municipio per le 18 di venerdì prossimo. Il sindaco, sempre in questa settimana, incontrerà il prefetto Calvosa, che già ieri mattina ha telefonato per esprimergli la vicinanza dello Stato. «Il paese è sano – sottolinea Criniti – e questo è un episodio che non riesco a mettere in relazione alla nostra realtà né riesco a trovarvi alcuna correlazione rispetto alla nostra attività amministrativa, ancora tutta da sviluppare». Di recente, il consiglio ha adottato il piano spiaggia comunale e una serie di altri atti che non sembrano poter costituire oggetto di «appetiti particolari». Ma nel complesso, quello di S. Caterina è un territorio che ha una certa rilevanza, un territorio molto vasto che potrebbe interessare o far gola a qualcuno. Ma l’accaduto, in Criniti, non scalfisce la consapevolezza del proprio ruolo e missione: «Non saranno certo episodi del genere a fermare o ad impaurire il lavoro dell’amministrazione che sta lavorando bene e con serenità». Una serenità che Criniti si sforza di continuare a spendere in ogni sua attività. Come quella dimostrata, a conversazione conclusa, andando nel centro medico di accoglienza per anziani che si trova nel borgo, continuando così a svolgere il suo lavoro, anzi, la sua missione. Il coordinatore provinciale del Pd, Pietro Amato, ha espresso solidarietà e vicinanza a nome suo e del partito al sindaco e alla sua famiglia.

dalla Gazzetta del Sud del 23 Settembre 2008

Commenti (2)

Basta23 settembre 2008 alle 08:48

Basta !
Bisogna far intervenire l’esercito , da Soverato a Guardavalle tutto deve essere controllato , bisogna far terra bruciata a questi mascalzoni.

certezza della pena, ergastolo!!!23 settembre 2008 alle 09:30

l’esercito???? terra bruciata??? mandiamo i bombardieri armati di bombe al napalm e mini atomiche? che c’entra l’esercito con l’ordine pubblico? l’esercito è addestrato per la guerra non per prendere il posto della polizia e dei carabinieri! le leggi ci sono, ma se poi dopo un giorno i delinquenti sono fuori neanche i migliori corpi militari possono fare niente…le leggi ci sono, ma se nessuno vede niente, se nessuno sente, se ne nessuno parla, questi infami detteranno sempre legge e si potranno permettere di sparare a sindaci, ad assessori, a negozianti, a chiunque si dovesse mettere dinnanzi alla loro strada…poi, quando il dolore colpirà i sordi, i muti, i ciechi, lacrime, urla di rabbia, crisi isteriche: lo stato ci lascia soli, lo stato è assassino! lo stato lo fanno le persone, lo stato sono anche i sordi, i ciechi, i muti…se non vuoi vedere, sentire, parlare, poi non andare a chiedere aiuto! questi infami non si possono battere solo con la legge, solo una società civile responsabile e consapevole può farlo, solo la gente, tutta insieme, può far loro terra bruciata, non l’esercito!” La forza di questi infami non deriva solo dalle armi, ma dalla paura che hanno instillato nei cittadini, dall’abulia, dall’apatia e dall’ignavia dei sordi, dei ciechi e dei muti, di chi tira avanti perchè non son cose che lo riguardano; un giorno queste cose potrebbero riguardarlo, e quel giorno, quando chiederà aiuto, vedrà spalle voltate, occhi chiusi, orecchie distratte e lingue paralizzate…

Aggiungi un commento

Vostro Commento