Centro benessere nel mirino

 Chiuse le indagini a carico di 7 persone, tra imprenditori, tecnici e funzionari

Secondo il pm Luigi de Magistris

le opere sono state realizzate in difformità

rispetto al progetto inizialmente approvato

AVREBBERO permesso, ognuno per le proprie competenze, la realizzazione a Soverato, nel catanzarese, di un centro per servizi turisticoalberghieri con annesso centro di benessere, rilasciando illecitamente un permesso a costruire con lavori abusivi. Ruota su questa ipotesi investigativa la conclusione delle indagini preliminari notificata a sette persone, tra imprenditori, tecnici e funzionari pubblici. Il provvedimento è stato firmato dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistris. Nell’inchiesta sono coinvolti: Antonio Andreacchio, 56 anni, di Badolato, proprietario del terreno interessato dai lavori e socio maggioritario della Total Beauty; Bartolomeo Gambardella, 63, di Soverato, socio accomandatario e legale rappresentante della Total Beauty; Carlo Clericò, 48, di Soverato, direttore dei lavori; Michele Repice Lentini, 44, di Satriano, direttore dei lavori; Giuseppe Carnuccio, 51, di Badolato, responsabile del settore urbanistica del Comune di Soverato; Michele Menniti, 51, di Sant’Andrea Ionio, responsabile del servizio del settore urbanistica del Comune di Soverato; Walter Canino, 61, di Catanzaro, dirigente del servizio del Dipartimento urbanistica della Regione. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di concorso in abuso di ufficio e violazione di alcune norme in materia urbanistica, mentre per Giuseppe Carnuccio si aggiunge anche la falsità ideologica commessa in qualità di pubblico ufficiale in atti pubblici. Secondo le ipotesi investigative, contenute nel provvedimento di conclusione delle indagini, oltre ad avere rilasciato illecitamente il permesso a costruire, le opere per la realizzazione del centro sarebbero state eseguite in totale difformità al progetto, iniziando i lavori in zona sismica senza i necessari preavvisi, omettendo la trasmissione del progetto secondo l’iter previsto dalla legge. Una serie di violazioni che, sempre secondo il decreto di conclusione delle indagini, «avrebbero procurato un ingiusto e cospicuo vantaggio patrimoniale alla Total Beauty ». Tra l’altro, nel ricostruire quanto avvenuto intorno alla realizzazione del centro per servizi turistico-alberghieri, il pm De Magistris ripercorre le tappe sin dal 2005, quando il tecnico comunale Menniti avrebbe convocato la confe-renza dei servizi per laproposta di variante allo strumento urbanistico presentata dalla ditta, prima che la stessa chiedesse il permesso a costruire. Tra l’altro, nel corso della trafila burocratica e amministrativa, ripercorsa nel decreto, l’assessore regionale all’Urbanistica, Michelangelo Tripodi, aveva inviato una nota al Comune di Soverato per «evidenziare in modo chiaro – scrive il magistrato – che il ricorso alla conferenza dei servizi per ottenere varianti urbanistiche doveva essere preceduto da una delibera del Consiglio comunale e da un adeguato atto di impulso, comunque in assenza di disponibilità di aree aventi destinazione conforme». Secondo quanto sostenuto nel decreto di conclusione delle indagini, la circolare«poneva nel rispetto di rigide prescrizioni, ispirati all’osservanza della legalità e all’uso restrittivo e concreto del ricorso alla procedura semplificata ». Quindi, nel caso specifico, «i tecnici comunali non avrebbero dovuto attuare il ricorso all’istituto della conferenza dei servizi, rinviando il tutto all’assunzione di indispensabili e propedeutici atti di competenza politico- amministrativa». Per quanto riguarda la posizione del dirigente della Regione Calabria, Canino, nel decreto si sottolinea che lo stesso «esprimeva parere favorevole alla realizzazione del centro benessere Total Beauty senza tenere conto dell’inesistenza dell’atto di impulso – scrive il pm – e della delibera consiliare». Il lungo iter si sarebbe concluso a settembre del 2006 con l’approvazione da parte del Comune di Soverato della variante allo strumento urbanistico che, secondo le ipotesi dell’indagine, sarebbe stato «indotto in errore dall’organo tecnico comunale e regionale». Un’approvazione che avrebbe dovuto, comunque, avere il parere di conformità e di assenso da parte della Regione che, invece, secondo l’inchiesta, sarebbe stato sostituito da una semplice presa d’atto di completamento istruttorio firmata dal dirigente regionaleWalter Canino. Le ipotesi investigative su cui ruota l’indagine potranno ora registrare, entro venti giorni, la presentazione di memorie difensive da parte degli indagati.

da "il Quotidiano della Calabria" del 25 Luglio 2008

 

Centro benessere nel mirino

Si parla di illegittimità del permesso a costruire

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