Centrale a biomasse Il Comune affida uno studio di fattibilità

Il Comune di San Sostene intende valutare con precisione, attraverso uno studio di fattibilità, i costi e i benefici derivanti dalla costruzione di una centrale termoelettrica a biomasse a "filiera corta".
L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di arrivare a utilizzare in loco, e in maniera proficua, gli scarti prodotti dalle lavorazioni boschive e agricole senza rivolgersi a impianti analoghi ma collocati lontano dal territorio. Così, secondo i progetti, si potrebbe dare vita a una filiera corta della produzione energetica (con dei centri di raccolta di biomassa) che si avvalga delle risorse presenti.
Dopo aver promosso di recente un’iniziativa ad hoc, che ha visto la partecipazione di altri Comuni del territorio, la giunta municipale guidata dal sindaco Luigi Aloisio ha quindi deciso di chiedere uno studio di fattibilità a un’azienda che opera nel settore delle biomasse, la "Renovo spa". Si tratta di una società che nello scorso dicembre ha anche siglato un protocollo d’intesa con Legambiente. Protocollo d’intesa che prevede «una collaborazione per la corretta informazione e la promozione delle piccole centrali termoelettriche alimentate a biomassa, ottenuta da intese di filiera corta», con l’impegno reciproco a promuovere «centrali che non superino il megawatt di potenza».
Nelle aspettative del Comune di San Sostene (e degli altri centri che intenderanno aderire una volta stabilita la realizzabilità dell’idea), dunque, si inserisce un’iniziativa che potrebbe massimizzare i benefici ambientali e «dare anche una risposta ai bisogni della comunità locale e al settore agro-industriale.

«D’altra parte – ha concluso il primo cittadino Luigi Aloisio – la diffusione delle fonti rinnovabili nei territori rurali rappresenta una grande opportunità per lo sviluppo dell’imprenditoria agricola».

Francesco Ranieri
dalla Gazzetta del sud del 17 febbraio 2011

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