C’è l’associazione ma non la loggia coperta

 

Luigi e Giuseppe Leone dovevano essere arrestati, per Paone e Rotella erano necessarie misure cautelari

Francesca Travierso

Crotone
Luigi e Giuseppe Leone avrebbero dovuto essere arrestati quando lo chiese il Pm Pierpaolo Bruni, vale a dire il 17 agosto del 2009. Come pure in quella stessa occasione sarebbe stato necessario emettere altre misure cautelari nei confronti di Mario Paone e Carmela Rotella. Lo ha riconosciuto il Tribunale del riesame di Catanzaro, che ha disposto gli arresti domiciliari per i due Leone e l’obbligo di dimora per Paone e Rotella (arresti e misure sospese in attesa del pronunciamento della Cassazione). Confermate le ipotesi di reato sull’esistenza di un’associazione a delinquere che avrebbe messo a segno truffe e frodi ai danni dell’ufficio scolastico regionale; esclusa la presenza di una loggia massonica coperta.
Si arricchisce di un altro capitolo la complessa vicenda legata all’inchiesta della Procura della Repubblica di Crotone sulle presunte truffe nelle forniture scolastiche ad istituti di mezza regione; indagine dietro la quale era spuntata anche l’ombra della massoneria, visto che nel corso di alcune perquisizioni sono stati trovati grembiuli, cappucci e una lista di nomi legati ad una loggia massonica.
In realtà Bruni aveva chiesto l’arresto di sette degli indagati, oltre ad un sequestro di beni pari a due milioni di euro circa, vale a dire la somma che secondo l’accusa sarebbe stata truffata all’ufficio scolastico regionale. Ma entrambe le richieste erano state respinte dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone Gloria Gori. Contro questa decisione il pm crotonese aveva quindi presentato appello: al Riesame di Catanzaro per l’emissione di misure cautelari, al Tribunale di Crotone per il sequestro di beni. Appello che il Tdl di Catanzaro ha accolto parzialmente per le posizioni di Luigi Leone, 68 anni, dirigente facente funzione pro tempore dell’ufficio V dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria, e di suo figlio Giuseppe Leone, 40 anni, legale rappresentante della ditta "Enigma research" e titolare della ditta "Askmore!". Ma anche per Mario Paone, 56 anni, legale rappresentante della ditta "Paone F.lli Snc", e Carmela Rotella, 41 anni, legale rappresentante della "Caro System Snc". Le altre tre posizioni (di Francesco Scarpino, Paolo Lodari e Fortunato Lodari) sarebbero ancora al vaglio del Tribunale della libertà, mentre da quello di Crotone si attende la decisione sul sequestro di beni.
Nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Crotone, venuta alla luce nel giugno del 2009, Bruni ipotizza l’esistenza di un’associazione per delinquere capace di mettere in piedi un articolato sistema di truffe nella fornitura di materiale informatico e d’ufficio alle scuole. Al centro della vicenda proprio Luigi Leone che, approfittando del suo ruolo di rilievo all’interno degli uffici scolastici regionali, avrebbe fatto confluire ingenti somme di denaro pubblico (stanziate dagli stessi uffici da lui diretti) verso aziende di proprietà del figlio Giuseppe. Con i titolari di alcune aziende (per i quali Bruni aveva chiesto l’arresto), i due Leone si sarebbero accordati sui prezzi da presentare nei bandi di gara effettuati dalle scuole, in modo da far vincere le ditte di Giuseppe Leone. In più una rete di dirigenti scolastici compiacenti avrebbero accettato senza battere ciglio questo "sistema" oppure addirittura favorito in maniera diretta le ditte di Leone, acquistando il materiale senza effettuare le gare d’appalto previste dalla legge. Ventidue gli indagati nella fase dell’indagine che riguardò istituti della sola provincia di Crotone; altri quindici nomi vennero fuori quando l’inchiesta si allargò al resto della regione.

Nell’accogliere parzialmente l’appello di Bruni, dunque, il Tribunale del Riesame riconosce l’esistenza di un’associazione dedita «al sistematico accaparramento di risorse pubbliche» con lo scopo di «arricchire Giuseppe Leone»; come anche «il concorso tra la truffa e il reato di frode nelle pubbliche forniture». Quello che non riconosce è la violazione della legge Anselmi: non ci sarebbe, infatti, alcun elemento che faccia pensare che la loggia massonica della quale farebbe parte Leone sia una loggia massonica coperta. La Guardia di finanza di Crotone in una informativa scrive invece «la "loggia del collegio provinciale di Rito simbolico italiano Phoenix Oriente di Catanzaro" non è regolarmente denunciata presso le autorità competenti».

dalla Gazzetta del Sud del 25 maggio 2010

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