Catanzaro, il Policlinico è pronto ma resta chiuso

Luci e climatizzatori accesi: undici piani di sprechi

I due nuovi edifici di Germaneto sono stati completati da un anno e mezzo: dal pronto soccorso alla reception. E ci sono persino i negozi e una sala proiezioni. Un dedalo di corridoi sempre illuminati e diventati meta di vandali e rifugio per tossicodipendenti. In attesa della gara d'appalto

AMALIA FEROLETO

CATANZARO – Al Policlinico universitario di Germaneto a Catanzaro lo spreco è di casa. Ma, a quanto pare, finora, i vertici della struttura sanitaria, o non se ne sono accorti, o fanno finta di nulla. Qui nel campus universitario “Salvatore Venuta” da oltre un anno e mezzo, sono stati ultimati i lavori di due grossi padiglioni, con locali inutilizzati ma con luci e climatizzatori sempre accesi. Giorno e notte. Sempre.

Quando nei giorni scorsi ci è arrivata la segnalazione da parte di cittadini indignati per quello che, ritengono sia uno spreco assurdo, stentavamo a crederci. Ma l'indomani siamo andati sul posto a fare un sopralluogo con gli stessi cittadini. Ci siamo trovati di fronte a due mastodontiche strutture, di migliaia di metri quadrati, illuminati sia all'esterno che all'interno. Nonostante fosse pieno giorno. Un palazzo di 11 piani, che chiamano il padiglione “C” e che sarà destinato ad ospitare i reparti, completamente vuoto e un padiglione che si articola su tre piani più seminterrati destinato ad ospitare la futura entrata del Policlinico universitario. Qui ci sarà il Pronto soccorso, la reception, la sala d'aspetto, i negozi. Ma ancora la gara d’appalto non è stata fatta. Qualcuno ci dice che forse tra gennaio e febbraio tutto sarà a regime. Ma ci sembra poco probabile. Da un anno e mezzo però è già aperto uno sportello della banca Unicredit. C’è una ampia hall con centinaia di faretti e neon brillanti. E c'è perfino una cappella con un grazioso altare stilizzato e anche una sala di proiezione. Tutti i locali sono vuoti ma illuminati a giorno da grossi neon e con i climatizzatori a palla. D'estate e d'inverno.

E in un momento di crisi, in cui la sanità calabrese arranca c'è, invece chi se ne frega. Non vigila. Non controlla. E si produce una spesa di luce che, senza esagerare potrebbe aggirarsi sul milione e mezzo di euro all’anno. Tutto questo alla faccia dei cittadini contribuenti e di chi si affanna a risolvere i problemi della sanità in Calabria con i tagli dei posti letto, del personale medico e paramedico e con la chiusura degli ospedali fotocopia.

Qui a Germaneto ci si permette il lusso di sprecare la luce. Incredibile. Ci apprestiamo, spinti dalla curiosità a fare un giro. Ci sono gli ascensori panoramici con le porte a tutto vetro che portano al piano superiore. Ma anche le scale mobili, (quelle per fortuna sono ferme), che conducono nei seminterrati dove, quasi ci si perde, in un dedalo di corridoi tappezzati di lucente linoleum e soprattutto rigorosamente illuminati a giorno da tanti neon. Una sequela di porte di sicurezza, antipanico che si aprono dall'esterno con estrema facilità ma che, se non si sta attenti, si rimane chiusi dentro. La domanda sorge spontanea. Ma perché queste luci sono sempre accese da più di un anno e mezzo? E soprattutto perché dopo le segnalazioni fatte a chi di dovere dai cittadini nessuno è intervenuto?

E così veniamo a sapere che qui è stato costruito un impianto di cogenerazione a gas di 6 megawatt che fornisce la luce a tutta la struttura. Una quantità di elettricità enorme. Un impianto costato sui cinque milioni di euro e che è gestito da una ditta napoletana da anni. E poiché la ditta avrebbe una percentuale su quello che produce, dal momento che ancora questi due padiglioni non sono in funzione le luci restano accese. Il surplus di elettricità, invece sarebbe rivenduto all'Enel. E se così fosse sarebbe un fatto gravissimo.

Ma che tipo di contratto ha stipulato questa ditta? Ci piacerebbe propio saperlo .

Insomma, ci sarebbe dietro a tutto questo affaire un business. Senza contare che nelle due strutture c’è chi si intrufola per rubare ma anche chi trova il giusto rifugio per potersi fare una dose.

 

lunedì 19 novembre 2012 13:12
il quotidiano della Calabria

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