Calabria in vendita, per un tozzo di pane (ammuffito)

Calabria, Comune vende il suo
albero-monumento per fare
cassa.
Comunità in rivolta.
Serra San Bruno, il Comune cede all’industria del legno 2600 esemplari
selezionati nei boschi secolari dell’Archiforo, inseriti in un parco
regionale. Tra questi c’è l’abete bianco che potrebbe essere il più grande
d’Europa. La protesta finisce sul tavolo del ministro dell’Ambiente
di GIUSEPPE BALDESSARRO

11 marzo 2014
SERRA SAN BRUNO (Vibo Valentia) – Il Comune di Serra San Bruno ha deciso
di fare cassa vendendo anche gli alberi secolari. In tempi di crisi,
l’amministrazione del sindaco Bruno Rosi ha deciso di non andare troppo per il
sottile e di tagliare uno dei boschi più pregiati del territorio serrese. Una scelta
che ha subito scatenato una rivolta che sta attraversando il web.
Secondo una delibera comunale, il 25 marzo prossimo avrà luogo l’asta
pubblica, con il sistema delle offerte segrete, per la vendita di materiale legnoso
ottenuto dal taglio di tre lotti appartenenti al demanio comunale “Archiforo”. Si
tratta di boschi che si trovano nel cuore del Parco naturale regionale delle Serre,
indicato “come sito di importanza comunitaria – zona di riserva generale
orientata”.
Nel dettaglio, il bando di gara riguarda l’abbattimento di 2.603 piante di cui ben
1.090 esemplari di rarissimo abete bianco, conosciuto come il “principe dei
boschi”. Questi giganti della montagna saranno trasformati in legna per l’industria
nel tentativo di risanare il deficit di Bilancio, ma per il territorio significherà
privarsi di un patrimonio più unico che raro. Basta pensare che fra i tronchi
“martellati” (cioè marchiati dai tecnici comunali per essere tagliati), secondo
quanto riferisce il sito “Ilvizzarro.it”, c’è quello di un esemplare che potrebbe
essere il più grande d’Europa: un abete bianco alto più di 55 metri e che ha un
tronco di 5,5 metri di circonferenza.
Per avere un termine di paragone, i naturalisti della zona come Pino Pisani
ricordano che il Corpo forestale dello Stato, in una ricerca effettuata alcuni anni
fa in Trentino, ha classificato l’Avez del Prinzipe di Lavarone (in provincia di
Trento) – un abete bianco di 50 metri di altezza e con una circonferenza di 4,8
metri, dunque poù piccolo dell’esemplare calabrese – come albero monumentale
più grande d’Europa.
Tra l’altro, i boschi secolari delle Serre non sono nuovi a massicce operazioni di
taglio. Solo negli ultimi 13 mesi sono stati abbattuti 9.291 alberi. La scelta
dell’amministrazione comunale di Serra San Bruno ha fatto saltare sulla sedia
anche l’ex sindaco Bruno Censore, oggi parlamentare del Pd, che assieme a
Ermete Realacci ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente,
Gianluca Galletti, per chiedere il blocco della procedura. Censore, tra l’altro, ha
anche già scritto alla Forestale e ad altre autorità a cui ha chiesto di vigilare sulle
decisioni dell’amministrazione per “scongiurare un ulteriore danno all’ambiente
oltre che alla comunità delle Serre”.
Lo stesso Giuseppe Graziano, comandante regionale del Corpo forestale, ha
auspicato “un passo indietro” della giunta comunale: “Attualmente stiamo
verificando le caratteristiche di questa pianta e il suo stato vegetativo affinché
venga censita. I Patriarchi, capostipiti dei nostri boschi, rappresentano un
patrimonio per la biodiversità e per le generazioni future che devono essere
individuati e tutelati, e che rappresentano per la Calabria un patrimonio da
rispettare, salvaguardare e godere.

Da La Repubblica on line del 11/03/2014

Commento (1)

antonietta franco13 marzo 2014 alle 16:18

Cari politici cercate di non svendere la terra più bella dell’ universo noi adoriamo camminare liberi nei nostri boschi

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