Bimbo “scaricato” dall’autista dello scuolabus: vergognoso

RENDE - Una punizione esemplare. E' quella che meriterebbe di ricevere l'autista di uno scuolabus di Rende che, in barba alla sua funzione di garantire la sicurezza dei bambini sul bus, ha fatto scendere un bimbo di 10 anni dal torpedone colorato di giallo, solo perchè lui, o meglio suo padre, non pagava la retta per lo scuolabus. Per questo ha deciso di trasformarsi in "giustiere comunale", lasciando il piccolo a diversi chilometri di distanza da casa, solo, in mezzo ad una strada trafficata, pericolosa, perchè la zona, contrada Nogiano di Rende, è caratterizzata da un elevato passaggio di auto e altri mezzi. La notizia della disavventura del piccolo è raccontata dalla collega Deborah Furlano, cronista di Calabria Ora, sulle colonne odierne della testata giornalistica regionale. Non è tollerabile che un dipendente del Comune di Rende si prenda la briga di decidere chi fa scendere o salire da uno scuolabus. Non è colpa del piccolo, nè tantomeno di suo padre, se al genitore non viene pagato lo stipendio, solo perchè Alberto, il nome del padre, è un dipendente della Giseco, la società che gestisce la depurazione delle acque, sono mesi che non vede un centesimo, perchè la società per cui lavora non riesce a recuperare i crediti che vanta dai Comuni morosi. E non stiamo parlando di spiccioli, ma di cifre a diversi zeri. Quicosenza esprime tutta la sua solidarietà al piccolo e a suo padre per l'umiliazione subita, quicosenza si augura che il sindaco Vittoria Cavalcanti, amministratore attento alle esigenze dle territorio e alla gente che vive a Rende, prenda subito un provvedimento nei confronti dell'autista dello scuolabus. Siamo convinti, sicuri di interpretare la volontà popolare, che un semplice scappellotto non basta, così come un richiamo ufficiale avrebbe un valore semplicemente simbolico. Serve ben altro.
fonte : QuiCosenza

 

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