Asp “decapitata” e assessorato nella bufera

Mafia & Politica Si attende la nomina di un commissario dopo l’arresto del vertice dell’Azienda sanitaria provinciale, Pietro Morabito, sospeso dall’incarico

Asp "decapitata" e assessorato nella bufera
Le accuse mosse al manager e al Dg del dipartimento, Peppino Biamonte. La solidarietà dei dipendenti

 

Betty Calabretta
Dopo Manghisi, D’Alessandro, Fatarella e Palumbo, colpisce ancora la "maledizione" che sembra perseguitare la sanità catanzarese. Così in molti commentavano ieri l’arresto – nell’ambito dell’inchiesta reggina su mafia e politica – dell’ex direttore generale dell’Asl 11 di Reggio, Pietro Morabito, attuale direttore generale dell’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, di cui era stato in precedenza commissario. E anche se gli ex manager sopra elencati avevano diretto non l’Asl ma l’ospedale Pugliese, l’arresto di Morabito (ora ai domiciliari) ha il sapore amaro di situazioni già vissute: sorpresa, preoccupazione, sconcerto. Un fulmine a ciel sereno. La direzione dell’Asp provvisoriamente è vacante, visto che Morabito è stato sospeso dall’incarico e i due "vice", il direttore amministrativo e quello sanitario, ancora non erano stati nominati dal manager. Si aspetta la nomina di un commissario, che ieri la giunta regionale – che pure ha azzerato tutti dirigenti dell’assessorato – non ha indicato. L’assessore Spaziante, al quale compete formulare la proposta, ha dovuto lasciare la riunione della giunta per seguire il superprefetto Achille Serra a Vibo. Lo stesso Serra – presidente della commissione sulla qualità della sanità calabrese – ieri a proposito dell’arresto di Morabito e di Peppino Biamonte, dirigente vicario dell’assessorato alla salute, ha ricordato di averli entrambi sentiti lunedì scorso nelle audizioni avute in Prefettura. «Faremo tesoro – ha detto – delle notizie raccolte da loro due, a questo punto, probabilmente, in senso inverso, e cercheremo di utilizzare ciò che a noi interessa. Nella relazione che farò al ministro saranno sottolineate, in modo particolare, proprio le loro dichiarazioni».
Sconcerto anche nella sede dell’assessorato alla sanità, in via Buccarelli, per l’arresto del dirigente di lungo corso Peppino Biamonte, di Decollatura. Direttore generale vicario dell’assessorato, negli ultimi tempi lo reggeva visto che il dg "titolare" Domenico Crupi era in procinto di andarsene.
Le accuse Morabito, secondo quanto emerso dalle indagini di cui forniamo un ampio servizio nelle pagine nazionali, in concorso con i componenti della commissione per i requisiti di accreditamento delle strutture private, avrebbe, tra l’altro, attestato falsamente, in una missiva (protocollo 18 dell’11 aprile 2005) indirizzata al direttore sanitario, al direttore del dipartimento territoriale e al direttore del distretto di Melito, il possesso dei requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi e specifici per le Rsa, previsti dalla legge, da parte della clinica Villa Anya. Tutto questo però sarebbe stato smentito da un sopralluogo nel cui verbale veniva accertata senza essere menzionata la mancanza di almeno un requisito essenziale; «mancanza che veniva informalmente ed illecitamente segnalata dal Morabito direttamente al Crea al fine di consentirgli di sanare la situazione».
A Peppino Biamonte, tra l’altro, viene addebitato di aver falsamente certificato uno storno di bilancio di 500 mila euro a favore della struttura di cui il consigliere regionale Mimmo Crea era il «dominus», al fine di stipulare un contratto con il sistema sanitario. Nel corso della conferenza stampa svoltasi ieri a Reggio, il procuratore Franco Scuderi ha sottolineato che della decisione assunta da Biamonte «non esiste traccia nelle carte ufficiali della Regione Calabria».

Sulla vicenda Morabito si è registrata ieri la solidarietà dei dipendenti dell’Asp catanzarese. «Esprimiamo la nostra solidarietà ed il nostro affetto al dott. Morabito – fanno sapere i dipendenti dell’Asp di Catanzaro – la cui integrità morale ed intellettuale abbiamo avuto modo, nell’arco di due anni, di conoscere ed apprezzare. Siamo fiduciosi nell’operato della Magistratura e siamo fortemente convinti che le vicende che lo riguardano saranno presto chiarite, consentendogli di riprendere a pieno titolo il lavoro che ha avviato e portato avanti in questi mesi con passione e dedizione, al vertice dell’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. Consapevoli testimoni – dicono i dipendenti – della professionalità, della competenza, delle particolari doti umane e relazionali, siamo fermamente convinti che il dott. Morabito possa offrire un valido contributo al buon funzionamento dell’intero Sistema Sanitario Regionale». 

dalla Gazzetta del Sud del 29-Gennaio-2008

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