Anna Ranieri è il candidato del Pd alle Comunali

Francesco Ranieri
S. Andrea Jonio
Arriva l’ufficialità sulla candidatura a sindaco di Anna Ranieri in vista delle Comunali di primavera. Sul suo nome, il Pd cittadino, guidato dal segretario Vittorio Corasaniti, ha espresso un’assoluta compattezza, trovando così la persona (che sfiderà Antonio Corasaniti del Pdl) sulla quale puntare per proseguire l’esperienza finora portata avanti con le due amministrazioni Femia (Pd) e per comporre una lista che sarà di natura civica. Il ruolo femminile rientra a pieno titolo tra gli aspetti interessanti della campagna elettorale, «è la prima volta – spiega infatti la Ranieri – che una donna si candida alla guida di Davoli».
Proprio rispetto a tale passo, l’aspirante "prima cittadina" parla di «democrazia più equa con la partecipazione delle donne», lasciando così trasparire quella che sarà l’impronta del programma elettorale: la giustizia sociale. Concetto ampio, nel quale rientrano anche i problemi legati all’occupazione giovanile. Su questo, il Comune (nelle intenzioni della Ranieri) dovrà avere un ruolo propulsivo: «Finanziamenti e leggi ad hoc saranno recepiti e fatti propri dall’amministrazione, che dovrà così dare risposte concrete ai giovani davolesi». Dalla sua, la candidata ha un bagaglio politico con una lunga militanza in partiti moderati: dal Partito popolare (del quale è stata segretaria cittadina) alla Margherita (componente del direttivo provinciale) e ora nella direzione provinciale del Pd. Un’esperienza condotta anche sul campo, da capogruppo comunale di maggioranza negli anni Novanta, con delega ai servizi sociali, e da candidata alle Regionali del 2005, in una lista a sostegno di Agazio Loiero. Nel campo lavorativo, la Ranieri è capostruttura di un dipartimento della Regione ed è vicepresidente del "Centro Diversabili Prisma" di San Sostene.

Da progetti e idee fino alla loro realizzazione il passo non è certo breve. Di ciò ne è conscia, andando ora a studiare le modalità con le quali convincere gli elettori a darle fiducia. Il suo modo per trovare consenso è quello di «operare stando in mezzo alla gente, ascoltandone le esigenze con un progetto politico aperto a tutto il territorio e alle sue categorie».

dalla Gazzetta del sud del 5 febbraio 2010

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