Aloisio contro la Regione

L’avvocato ha promosso un’iniziativa contro la moratoria 
di una legge regionale anticostituzionale
Aloisio contro la Regione
Si impedirebbe la realizzazione di nuovi impianti di energia

 di FRANCO LAGANÀ 
LO STUDIO legale dell’avvocato Luigi Aloisio, con sede a Soverato, ha proposto atto d’impulso al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dell’Ambiente al fine di fare valutare l’opportunità di impugnare, per difetto di costituzionalità, la moratoria prevista dalla Legge regionale Calabria. Nell’atto d’impulso inviato al presidente del Consiglio e al ministro dell’ambiente, L’Avv. Aloisio si farà promotore di un’iniziativa giudiziaria per il risarcimento danni causato dalla Regione Calabria, inibendo lo sviluppo economico regionale e occupazionale. Infatti, la Regione non consente all’iniziativa di enti pubblici e privati di ottenere immediatamente autorizzazioni per nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, peraltro in un momento in cui l’Italia è fortemente in ritardo nel mantenere i propri impegni di Kyoto. Quindi, necessita un’azione forte per i danni economici, occupazionali ed ambientali causati da un’azione politica. Nella delibera “Provve – dimento generale di tipo ordinamentale e finanziario, collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2008”, approvata nella seduta del Consiglio regionale del 29 maggio 2008, che, all’art. 53, comma 3, testualmente recita: “Nelle more di quanto previsto ai commi che precedono e, comunque, per non oltre 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente normativa, per impedire l’uso squilibrato del territorio regionale e delle sue risorse ed il superamento degli obiettivi da determinarsi con il provvedimento di cui al comma 2, sono sospese le procedure di rilascio di nuove autorizzazioni, nonché la realizzazione di impiantiimpianti assentiti, i cui lavori non abbiano avuto materialmente inizio alla data del 28 maggio 2008 e ciò risulti da atto avente natura fidefacente, rilasciato da pubblico ufficiale, fatti salvi quelli che sono i diritti maturati da terzi nell’iter procedurale”. Nonché la sua proroga, per altri sessanta giorni, approvata nella seduta del consiglio regionale del 5 novembre 2008, su proposta di progetto di legge n. 335/8^. L’illegittimità costituzionale si basa su: Contrasto con l’articolo, 117, commi primo e secondo, lettera “A” della Costituzione: Con la moratoria la Regione Calabria impedisce il raggiungimento dell’obiettivo dell’incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili perseguito dallo Stato in attuazione di specifici impegni internazionali (Protocollo di Kyoto, 11 dicembre 1997, ratificato con legge 1° giugno 2002, n. 120) e comunitari (direttiva 2001/77/CE del 27 settembre 2001).Contrasto con l’articolo, 117, comma secondo, lettera”S”, della Costituzione : Con la moratoria la Regione Calabria, sospendendo la produzione di energia da fonti rinnovabili, che è un’esigenza finalizzata alla salvaguardia e alla tutela dell’ambiente, limita il libero accesso al mercato dell’energia creando uno squilibrio nella concorrenza fra i diversi modi di produzione della stessa. Contrasto con l’articolo 117, comma terzo, della Costituzione. Con la moratoria la Regione Calabria lede il principio fondamentale fissato dall’art. 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 che, in materia di «produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia», fissa in centottanta giorni il termine entro il quale deve essere rilasciata l’autorizzazione regionale per la costruzione e l’esercizio degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Contrasto con l’articolo 41 della Costituzione. La Regione Calabria, con la legge regionale, impedisce all’iniziativa economica, ivi tutelata, di potersi esplicare nel campo in argomento a tutela dell’ambiente secondo le direttive comunitarie. Infatti, l’illegittimità costituzionale di una moratoria in materia di energie rinnovabili è stata accertata pacificamente sia dalla Corte Costituzionale, che dai Tribunali amministrativi regionali. L’indicazione del termine, contenuto nell’art. 12, comma 4, deve qualificarsi quale principio fondamentale in materia di «produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia», in quanto tale disposizione risulta ispirata alle regole della semplificazione amministrativa e della celerità garantendo, in modo uniforme sull’intero territorio nazionale, la conclusione entro un termine definito del procedimento autorizzativo.
da "il quotidiano della calabria del 27-11-2008"

Commento (1)

saverio28 novembre 2008 alle 08:22

Aloisio contro tutti!!!!
“per impedire l’uso squilibrato del territorio regionale e delle sue risorse” ma la regione si sveglia tardi, quando il gregge è fuggito chiude i cancelli….

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