Agguato nel catanzarese, un morto

 

Si tratta di un commerciante coinvolto in un inchiesta della Dda

(ANSA) – DAVOLI (CATANZARO), 17 GEN – Un commerciante di 53 anni e’ stato ucciso a colpi di arma da fuoco da sconosciuti a Davoli Marina, nel catanzarese.Sul luogo dell’omicidio sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini. Il commerciante nei mesi scorsi fu coinvolto in una inchiesta della Dda di Catanzaro che porto’ ad individuare gli esponenti di una cosca della criminalita’ organizzata che per anni avrebbe controllato le attivita’ illecite nella zona del basso catanzarese.

 

Cronaca | 17/01/2010 | ore 11.12 »

Catanzaro, 17 gen. (Adnkronos) – Un commerciante e’ stato ucciso in agguato ieri sera a Davoli, sullo jonio catanzarese. Pietro Chiefari, 51 anni originario di Torre di Ruggiero, e’ stato raggiunto da numerosi colpi di pistola appena salito in auto dopo aver chiuso il suo negozio all’ingrosso di frutta e verdura.

La vittima, colpita alla testa e al torace, e’ morta sul colpo. Sul posto sono giunti i carabinieri che hanno avviato le indagini. Nel 2004 Chiefari e’ stato coinvolto nell’operazione ‘Mithos’ della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.


dalla Gazzetta del Sud …..

Ucciso a colpi di pistola davanti al negozio
 
La vittima era coinvolta nell’inchiesta antimafia Mithos, altri tre indagati ammazzati nel giro di un anno
Francesco Ranieri
S. Andrea Jonio
È stato un agguato in piena regola, eseguito con lucida ferocia, quello costato la vita ieri, intorno alle 19, a Pietro Chiefari, commerciante di 51 anni. L’uomo, originario di Torre di Ruggiero ma residente in contrada Pilinga di Gasperina, è stato colpito mentre si trovava a bordo del suo fuoristrada, un pick-up Nissan, nella traversa accanto al proprio negozio di frutta e verdura, a Davoli Marina, sulla statale 106.
I sicari (probabilmente in due) hanno atteso che Chiefari salisse in macchina e, una volta avuta la sicurezza che l’uomo fosse ben saldo nel loro mirino, non hanno esitato ad esplodergli contro diversi colpi di arma da fuoco (almeno quattro stando ad alcune testimonianze di chi si trovava nei tanti negozi vicini), probabilmente una pistola di grosso calibro. I colpi hanno raggiunto il 51enne, cogliendolo al torace e alla testa, senza dargli alcuno scampo, nonostante un primo riflesso lo avesse spinto a cercare la salvezza tentando una fuga dallo sportello lato guida, rimasto infatti aperto. La morte lo ha con ogni probabilità avvolto quasi sul colpo, consentendo agli assassini di dileguarsi nelle buie vie che stanno proprio dietro l’esercizio commerciale. Lì, evidentemente, o nelle immediate vicinanze il gruppo di fuoco aveva parcheggiato il mezzo da utilizzare nella rapida fuga.
Intanto, l’orrore era entrato anche nello stesso negozio di Chiefari: infatti, solo per puro caso a quell’ora non c’erano clienti ma le tre commesse che vi lavoravano sono rimaste miracolosamente illese, considerato che alcuni proiettili sono penetrati anche all’interno dell’esercizio commerciale.
In pochi minuti, la zona è diventata off-limits per tutti. I carabinieri hanno raggiunto e transennato l’area del delitto, avviando la complessa macchina delle indagini. Gli uomini del Reparto investigativo scientifico (Ris), quelli della compagnia di Soverato (agli ordini del capitano Emanuele Leuzzi), della stazione di Davoli, guidata dal maresciallo Vincenzo Maddaluno, e i militari del Nucleo investigativo provinciale hanno cercato di ricostruire la dinamica dell’accaduto, tentando di rintracciare anche alcuni testimoni che potrebbero fornire elementi utili.
Soprattutto, a colpire è la freddezza con la quale i sicari si sono mossi e sono riusciti a fuggire in un orario di punta (trattandosi del sabato sera) e, soprattutto, ha destato rabbia e stupore anche la spregiudicatezza con cui hanno sparato, correndo il rischio di ferire altra gente.
In molti hanno udito quei colpi, ritenendoli un semplice "colpo di coda" dei botti natalizi ma la realtà si è poi rivelata in tutta la sua crudezza. Di fronte a tale scenario è poi giunto anche il comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Claudio D’Angelo. La ricostruzione dell’omicidio è andata di pari passo con la ricognizione effettuata sul cadavere di Chiefari da parte del medico legale dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giulio Di Mizio, mentre sul posto è poi arrivato anche il sostituto procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, Vincenzo Capomolla.
Le indagini dei carabinieri si sono ovviamente rivolte (e si approfondiranno ulteriormente in queste ore) anche all’analisi della vita di Pietro Chiefari, che lascia la moglie e due figli in tenera età. Il suo è un cognome "pesante", appartenendo alla famiglia Chiefari di Torre di Ruggiero. Inoltre, il commerciante era stato anche "lambito" nel 2005 dall’operazione Mithos, condotta dalla Dda di Catanzaro contro la cosca Gallace-Novella di Guardavalle. L’omicidio, peraltro si inquadra in un ambiente che ha registrato dall’anno scorso l’omicidio di altre tre persone toccate dall’operazione Mithos: Vito Tolone, ucciso a Vallefiorita in febbraio, Vincenzo Varano (ucciso ad Isca il 3 luglio) e suo nipote Luciano Bonelli (freddato a S. Andrea Jonio il 24 dello stesso mese). Legami inquietanti o semplice casualità?

In sintesi

Pietro Chiefari, commerciante di 51 anni, originario di Torre di Ruggiero ma residente in contrada Pilinga di Gasperina, è stato ucciso intorno alle 19 di ieri a colpi di pistola mentre si trovava a bordo del suo fuoristrada, un pick-up Nissan, nella traversa accanto al proprio negozio di frutta e verdura, a Davoli Marina, sulla SS 106.
Le tre commesse che lavorava nel negozio della vittima sono rimaste miracolosamente illese, considerato che alcuni proiettili sono penetrati anche all’interno dell’esercizio commerciale.
I sicari,probabilmente due, hanno colpito con estrema ferocia. Hanno atteso che Chiefari salisse in macchina e non hanno esitato ad esplodergli contro diversi colpi di arma da fuoco (almeno quattro) con una pistola di grosso calibro.
La vittima, componente della famiglia Chiefari di Torre di Ruggiero, era stato coinvolto nel 2005 dall’operazione Mithos, condotta dalla Dda di Catanzaro contro la cosca Gallace-Novella di Guardavalle. Dallo scorso anno altre tre persone indagati in Mithos sono state uccise.

Aggiungi un commento

Vostro Commento