Aggredito un parroco per un’assurda lite sulla prima comunione

 

 

L’episodio a Gagliato nel Catanzarese

Vincenzo Iozzo
CHIARAVALLE CENTRALE
I segni di due pugni sferrati al torace di don Giovanni Signorello, 31 anni parroco di Gagliato, sono visibili, ma sono ancor di più profondi quelli lasciati nell’animo del religioso, alla guida della Chiesa di Gagliato dal mese di ottobre scorso. Per sottrarlo all’ira di un uomo di 45 anni residente nel Borgo a metà strada tra Soverato e Chiaravalle, c’è voluto l’intervento dei carabinieri della stazione di Petrizzi, che hanno sedato la rissa, assieme ad un gruppo di fedeli che hanno bloccato l’uomo che aveva cominciato ad inveire contro don Giovanni sino a colpirlo in maniera violenta.
Ieri mattina, il parroco si è raccontato a "Gazzetta del Sud". Toni dimessi per l’accaduto e gran voglia di lasciare al più presto la guida spirituale del paese. Proprio nelle prossime ore, sarà sentito dal vescovo della Diocesi di Catanzaro – Squillace mons. Antonio Ciliberti, per porre la parola fine all’esperienza di Gagliato: il trasferimento adesso è diventato una sorta di liberazione.
Stando, invece ad alcune indiscrezioni, peraltro confermate dallo stesso don Giovanni, il dissidio con il suo aggressore è sorto per un nulla-osta – già accordato – da sottoscrivere, utile per consentire al proprio figlio di fare la prima comunione nella chiesta di Satriano. «In effetti a Gagliato c’erano da fare due sole prime comunioni, di due ragazzi – conferma il parroco al cronista – l’intenzione della nostra comunità religiose era quella di vedere la chiesa di San Nicola, gremita di gente per questa particolare funzione. Invece, c’è stata la richiesta del genitore di uno dei due ragazzi di potersi rivolgere altrove. Non mi sono sottratto alla richiesta tant’è che avevamo rassicurato la madre del ragazzo di una telefonata al collega parroco, dopodiché avrei sottoscritto la liberatoria. Invece. Forse per un accesso di foga dell’uomo mi sono ritrovato coinvolto in un’aggressione che credetemi di fa davvero molto male».
Ieri mattina Gagliato ha vissuto un clima surreale, molta incredulità mischiata con scetticismo, ma qualcuno ha parlato pure di atteggiamenti pieni di spigolature, da smussare al più presto. A raccogliere la denuncia sono andati i carabinieri direttamente a casa di don Giovanni, forse questa mattina verrà ufficializzata anche la querela.

Come dicevamo, il parroco è stato subito soccorso dai fedeli e dal diacono Mario Laurora che hanno assistito alla scena fornendo la versione ai carabinieri. Don Giovanni Signorello, già in cura per un attacco di ictus nei mesi scorsi, è stato portato alla guardia medica di Chiaravalle Centrale. Due giorni di prognosi, per il momento, per un uomo di fede che dal mese di ottobre scorso si è trovato a combattere con la riapertura della chiesa matrice chiusa dall’amministrazione comunale per problemi statici, ma che ha saputo portare alla ribalta Gagliato con manifestazioni socio-culturali di spessore.

dalla Gazzetta del Sud del 24 maggio 2010

 

 

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