Accorpamento del Comprensivo La Provincia fa marcia indietro

Sant’Andrea Jonio "Marcia indietro" sull’accorpamento dell’istituto comprensivo di S. Andrea a quello di Davoli.
Il dipartimento regionale alla "Cultura" ha infatti chiesto ufficialmente all’amministrazione provinciale di revocare la delibera numero 84 del 14 dicembre 2011 del Consiglio di Palazzo di Vetro, «rinviando qualsiasi ulteriore determinazione al piano di dimensionamento scolastico 2013».
La richiesta della Regione è arrivata sulla scorta di una nota del sindaco di Sant’Andrea, Gerardo Frustaci, nella quale il primo cittadino (attivatosi già il 5 gennaio scorso) rilevava alcune incongruenze legate al rispetto, o meno, dei due istituti delle caratteristiche prescritte dal Decreto del Presidente della Repubblica numero 233/98, sul dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche.
«L’istituto comprensivo andreolese – ha scritto Frustaci alla Regione -, che conta una popolazione scolastica di 391 alunni, è composto, oltre che dal Comune di Sant’ Andrea Jonio (ricadente in territorio parzialmente montano), dai Comuni di Isca e San Sostene (ricadenti in territorio montano)».
Sulla scorta di tale dato, il primo cittadino di Sant’ Andrea – che tra l’altro in sede di trattative nel dicembre scorso, aveva evidenziato come la soppressione della direzione nel centro storico cittadino avrebbe causato un impoverimento del tessuto sociale – ha rilevato che l’istituto comprensivo andreolese rispetta i parametri previsti per il mantenimento, nel prossimo anno didattico, dell’autonomia scolastica con l’assegnazione di un "dirigente reggente" (senza più, dunque, il dirigente amministrativo). «L’istituto comprensivo di Davoli – ha poi sottolineato Frustaci – non rispetta i parametri fissati dal Decreto del Presidente della Repubblica 233/98, così come riportato nella stessa delibera del consiglio provinciale».
In sintesi Sant’ Andrea rispettava i parametri, "meritando" così l’autonomia: «Alla luce di quanto esposto – ha infatti concluso Frustaci – si chiede alle istituzioni responsabili la rettifica del provvedimento adottato, anche al fine di incresciosi ricorsi in via amministrativa cui questo ente, per ovvie ragioni di tutela dei cittadini rappresentati, non può sottrarsi». E i rilievi rappresentati sono dunque stati recepiti dalla Regione, che li ha ritenuti «condivisibili» al punto da richiedere la revoca della delibera consiliare n. 84/2011 alla Provincia.
D’altra parte era stata proprio la Regione a portare l’amministrazione di Palazzo di Vetro verso l’accorpamento degli istituti, chiedendo la revisione delle rispettive posizioni che, in una prima delibera provinciale (la numero 68 del novembre scorso), vedevano per entrambi gli istituti una sostanziale conferma. Era poi seguito un incontro, il 7 dicembre, nel quale veniva evidenziata la mancanza dei parametri per il mantenimento dell’autonomia e si prospettava l’accorpamento dei due istituti, con dirigenza a Davoli. Un passo che il sindaco Frustaci aveva contestato evidenziando l’importanza del ruolo dell’istituto comprensivo e spiegando come Sant’ Andrea rispettasse i parametri in quanto istituto montano. Di fronte al provvedimento, poi, il primo cittadino andreolese aveva avviato contatti con i vertici regionali e provinciali per ribadire la propria versione e si era attivato per definire i passi volti al ripristino dello status quo, ora recepito dalla Regione e in via di definizione in sede provinciale. 
Francesco Ranieri
dalla Gazzetta del Sud del 21 gennaio 2012

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