Al Tar l’ultima parola sul parco eolico
Al Tar l’ultima parola sul parco eolico vicino al monastero di S. Fantino
Un’azienda olivicola ha presentato il ricorso
( e lo scempio continua)
È opportuno e legittimo installare un impianto eolico a poca distanza da un monastero bizantino e da un’azienda olivicola? Se lo chiede il titolare dell’azienda in questione tramite il suo legale, l’avvocato Salvatore Gullì, che ha richiesto l’intervento del Tar Calabria sulla questione dell’impianto eolico realizzato in territorio di Borgia, nei pressi del monastero basiliano di San Fantino, dalla società Parco Eolico Girifalco srl, rappresentata dagli avvocati Luca Perfetti, Biagio Giliberti, Alessandro Rosi e Demetrio Verbaro, mentre il Comune di Girifalco è tutelato dall’avvocato Migliazza. I rilievi sollevati dall’avvocato Gullì vanno nella direzione di rappresentare quello che, a suo dire, è la situazione «essendo stato costruito un impianto eolico nelle vicinanze dell’antico monastero di San Fantino senza acquisire il parere del ministero per i Beni e le attività culturali». Secondo la ricostruzione dell’avv. Gullì «costituisce un caso emblematico di disprezzo dei valori culturali e storici da parte della pubblica amministrazione». Viste le disposizioni in merito alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili «non si devono trascurare altri interessi rilevanti tutelati dalle leggi dello Stato» evidenzia il legale. «La stessa Regione – ricorda l’avvocato – ha introdotto indirizzi per l’inserimento di impianti eolici, prevedendo aree non idonee alla localizzazione in una fascia di rispetto di almeno 0.5 Km con riferimento alle zone archeologiche e ai complessi monumentali, prevedendo aree di attenzione nella localizzazione in un raggio di 1 Km, con riferimento a insediamenti agricoli, edifici e fabbricati rurali di pregio, aree culturali o con la presenza di beni culturali e monasteri». Tra questi, quello di San Fantino, anche sulla scorta, secondo l’avvocato Gullì, «della legge regionale n. 23 del 1990 che ha previsto significative misure di salvaguardia aventi ad oggetto i monumenti bizantini». Il cortocircuito secondo l’avvocato si verifica proprio a questo punto: «Nonostante ciò – argomenta – la Regione ha adottato nel 2007 un’autorizzazione unica a che si erigessero gli impianti eolici da parte della società Parco Eolico Girifalco srl, senza acquisire un parere del ministero dei Beni e le attività culturali». (f.r.)
dalla Gazzetta del Sud del 2 marzo 2010

[...] Fonte: Versante Jonico [...]