Chieste le condanne di Loiero e Chiaravalloti
Per il governatore accuse riqualificate in abuso d’ufficio. Il portavoce: attendiamo con serenità e fiducia
Giuseppe Lo Re
catanzaro
Nuovo affondo dell’accusa. Il sostituto procuratore generale Massimo Lia ha chiesto ieri pomeriggio altre 10 condanne nell’ambito del troncone del processo Why Not su presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici in Calabria, in corso di svolgimento con rito abbreviato davanti al gup Abigail Mellace.
Nel dettaglio la condanna per due capi d’accusa e l’assoluzione per altri due è stata chiesta nei confronti del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero; il pg Lia ha trattato ieri solo quattro dei sette capi d’imputazione contestati al governatore e non ha quantificato la richiesta di condanna proprio perché sarà il suo collega Eugenio Facciolla a discutere le rimanenti accuse – tra le quali quella di corruzione relativa ai presunti finanziamenti ricevuti dal presidente per la campagna elettorale del 2005 – prima di formulare la richiesta finale.
Ieri, intanto, Lia ha chiesto al giudice dell’udienza preliminare che sta trattando i 40 giudizi abbreviati chiesti dal governatore e da altre 39 persone di affermare la penale responsabilità di Loiero relativamente ai capi 9 e 28 della richiesta di rinvio a giudizio, che riguardano il progetti "Censimento del patrimonio immobiliare della Regione" e "Tristezza degli agrumi", finanziati dall’Ente pubblico, rispetto ai quali il pg ha chiesto la riqualificazione delle iniziali accuse in abuso d’ufficio. La richiesta di assoluzione "per non aver commesso il fatto" è stata invece avanzata rispetto ai capi 18 e 19 della rubrica (progetti "Infor" e "Bifor"), per i quali non sussisterebbero prove a sostegno della colpevolezza del presidente.
Ieri il pg ha chiesto la condanna anche per l’ex presidente della Regione Giuseppe Chiaravalloti, accusato di abuso d’ufficio relativamente alle vicende dei progetti "Anagrafe animale" e "Tristezza degli agrumi". Chiesto di affermare la penale responsabilità anche per: Giuseppe Antonio Maria Lillo, referente della società Need & Partners, relativamente alle accuse di associazione a delinquere e abuso d’ufficio (mentre l’assoluzione è stata chiesta per la frode nelle pubbliche forniture); Pasquale Anastasi, dirigente regionale (associazione a delinquere e frode nelle pubbliche forniture); Francesco De Grano, dirigente regionale (associazione a delinquere); Gianfranco Luzzo, ex assessore regionale (associazione a delinquere e abuso d’ufficio); Antonio La Chimia (frode nelle pubbliche forniture). Per tutti la richiesta di condanna sarà quantificata venerdì. Richieste già definite ieri solo per tre imputati: Tommaso Loiero, fratello del governatore, Franco Nicola Cumino e Nicola Durante, per cui sono state sollecitate condanne a 8 mesi di reclusione per il primo, un anno per il secondo, un anno e due mesi per il terzo. A Tommaso Loiero e a Durante, ex capo di gabinetto del presidente della Giunta regionale, è contestato il capo 9 della richiesta di rinvio a giudizio, che riguarda il "Censimento del patrimonio immobiliare della Regione", e per entrambi il pg ha chiesto la riqualificazione dell’iniziale accusa in abuso d’ufficio. A Cumino sono contestati i capi 27 e 28 della rubrica, riguardanti i progetti "Anagrafe animale" e "Tristezza degli agrumi", con l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio.
La requisitoria della pubblica accusa nei 40 giudizi abbreviati proseguirà domani e venerdì, quando in aula sarà presente il sostituto pg Facciolla. Lunedì 8, invece, riprenderà la normale udienza preliminare per le 58 persone che non hanno chiesto il giudizio alternativo.
Sulle richieste del pg Lia è intervenuto ieri sera il portavoce del governatore Pantaleone Sergi: «Di tutto quel castello di accuse che avevano acceso i riflettori sulla Calabria, dopo la requisitoria del pg rimane in piedi solo un abuso d’ufficio. Scompaiono – ha aggiunto Sergi – reati infamanti come il peculato e altro, che avevano destato tanto clamore ma che Loiero aveva respinto con sdegno perché distanti anni luce dal suo modo di agire e resta una presunta responsabilità per fatti che altri avrebbero commesso e di cui il presidente, parole del pg, non poteva non sapere. Bisogna attendere adesso – ha concluso Sergi – la requisitoria del secondo pg, poi penso che con serenità e fiducia, come ha sempre detto il presidente, si possa attendere il giudizio del giudice terzo».
I due tronconi
Il processoWhy Not, scaturito dalla nota inchiesta aperta dall’ex pm Luigi De Magistris poi avocata dalla Procura generale, è suddiviso in due tronconi entrambi in corso di svolgimento davanti al gup di Catanzaro Abigail Mellace
Il primotroncone coinvolge 58 persone processate col rito ordinario e per le quali il giudice Abigail Mellace deve decidere se accogliere o meno la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura generale. Per questa tranche la prossima udienza è prevista l’8 febbraio.
Il secondotroncone coinvolge invece 40 persone che hanno ottenuto di essere giudicate colpito abbreviato ed è quello discusso ieri. Prossima udienza domani.
dalla Gazzetta del sud del 3 Febbraio 2010
